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Eresia difenderà a oltranza Cristo e Croce. Cristiani eretici oltre il mondo cattolico

ROMA – Politicamente il mondo cattolico vive la sua perenne ambiguità: da Porta Pia al “caso”  Moro sino al pasticciaccio di Via Governo Presidente della Repubblica. Ovvero Governo Letta tra comunisti (dimenticavo già comunisti alla Napolitano e scuderia Letta – vaticanante e reduci di Comunione Liberante). Religiosamente, il mondo cattolico, supera la presunta contraddizione per essere, anch’essa, definita, come la definì, in un libro straziante, Diego Fabbri, ambiguità. Il problema si pone quotidianamente. Ma ormai vado
sempre più convincendomi che la scissione tra cattolici e viaggio cristiano sta per diventare profonda. Le scissioni possono diventare profonde? Bhe, direi di sì,  perché i tagli penetrano la storia e il vissuto è fatto di eredità, di identità, di appartenenze, di esempi, di testimonianze. 
Non credo di essere intollerante nel ritornare ad affermare che Cristo vive, continua a vivere, non attraverso la teologia, ma grazie alla presenza degli eretici sia nella storia sia nello stesso “mistero teologale”. Senza la presenza e senza la testimonianza degli eretici ci sarebbe stato soltanto il Potere della Chiesa, tale qual è. È Potere. 
Le teologie, sia sul piano filosofico che metafisico, dettano, attraverso la teologia dei saperi assoluti e delle conoscenze mai da contraddire, le regole di un Potere esercitato con gli strumenti dell’azione. 
Nella storia ci sono cordate che hanno lasciato il segno con l’azione della parola. Continuo sempre di più ad essere fedele a Cristo, ma sono un cristiano senza Chiesa e la mia unica uscita di sicurezza è la salvezza in Cristo e non la metafora dell’ascolto della parola per mezzo della Chiesa che è Potere esercitante. 
Io sono un cristiano nella solitudine del deserto, che tenta di ascoltare il mistero e il silenzio di Giuda orante e di Cristo miracolante. Soltanto quando la Chiesa riuscirà a parlare di Giuda come un “fratello” in Cristo potrò avvicinarmi al Pietro rinnegatore, ma fino a quando la Chiesa sarà l’incarnazione centrale dello scanno pietrino io resterò con Giuda a difenderlo sino all’ultima uscita di sicurezza che è la salvezza salvifica nel mistero. 
Cristo è la sua voce restano voci predicanti e miracolanti non per grazia ricevuta dai cattolici, ma per il coraggio degli eretici che non smettono di attraversare, se pur in solitudine, il segno di Cristo e portarlo tra le terre degli abbandonati. 
La Chiesa è Potere. Maria Maddalena è il Cristo che allontana gli ipocriti dai giudizi. Giuda resta il vero scandalo della teologia. Perché hai fatto in modo che io tradissi? Dirà il Giuda di Giuseppe Berto. Perché continuare ad affidarci alla favola bella del Gesù nato con accanto il respiro dell’asinello e del bue? Benedetto XVI, pur restando nella Chiesa, ha testimoniato un gesto di eresia ed ha scritto un libro su Gesù, non uno solo, tutto da rileggere nelle forme e nell’immaginario che va oltre il racconto biblico. 
La fede non è mai ragione. La fede è Grazia. Ma parliamo di due vocabolari completamente diversi. Francesco è stato considerato un eretico per aver creduto nella parola in Cristo. San Franco d’Assisi e il grande amore tra Francesco e Chiara sono la bellezza della fisicità nell’anima. I cattolici si sforzano ormai di portare la distinzione di un linguaggio epocale attraverso la parola di Cristo. Ma sono altro. Sono anche altro. 
Giovanni Papini è strettamente combattuto tra il diavolo, l’uomo finito e il Cristo al quale ha affidato la sua redenzione. Così come ha fatto Diego Fabbri nel suo “Processo a Gesù”. Berto si avvicina a Cristo per mezzo di Giuda e va oltre ogni forma di teologia. 
Sono stato provato da rapporti duri con il mondo dei cattolici. In loro ho trovato anche le bellezze, ma sono stato colpito dalla loro intolleranza e dalla distinzione tra il fare e il dire. Sono stato addirittura aggredito da sacerdoti che imponevano la loro “verità” anche culturale.
La speranza è tremore. L’ubbidienza è il cieco che resta cieco nel buio delle notti affidandosi ai poteri. Gli uomini in rivolta, come Camus, Pavese, Grisi (con il suo “Cristiani volenti o nolenti”), Prezzolini (che scrisse uno straordinario “Dio è un rischio”), non sono solo i cercatori nell’attesa sono quei cristiani, a volte inconsapevoli, che vanno oltre la Chiesa. 
Ma in ogni cuore di eretico resta Giordano Bruno, resta Tommaso Campanella, resta Tommaso D’Aquino con le sue leggi sull’Alchimia, resta Ernesto Bonaiuti, resta il Celestino V di Ignazio Silone. Restano i miei pensieri tra “le ombre delle idee” del mio Giordano Bruno. 
Difenderò Cristo fino a darne la vita, ma i cattolici hanno altre storie, altre vie camminanti, altri didascalie da far scrivere sotto i loro destini. 
Siamo uomini ribelli diceva Cocteau. Ragazzi ribelli. Siamo nella giovinezza della fede avrebbe detto Robert Brasillach, che ha creduto in Cristo sino all’ultimo colpo di fucile, se i cattolici lo avessero difeso dalla fucilazione.  
Crescendo siamo diventati uomini in rivolta e come tali resteremo devoti alla Croce. Da eretici, ovvero dei credenti che non vivono la Chiesa, ma vivono Cristo. Come il Calderon amato da Camus che ci sottolineò che per noi tutto è grazia. Calderon de la Barca: “Che importa cadere innalzandosi verso la sommità, d’essere ridotto in cenere a metà dell’ascensione! La caduta non toglie niente alla gloria di essersi elevati”. 
Non mi affido all’ubbidienza. Mi concedo alla gratuità della rivolta perché solo nella rivolta vedo Cristo. Quando i cattolici smetteranno di praticare la loro ambiguità anche politica distanziando la storia e la ragione dal mistero e dalla grazia legherò un filo di sogno tra la mia coscienza e gli occhi dei cattolici. 
Fino a quando non smetteranno di pensare alla vita come un costante processo teologale, senza il dubbio delle ombre o le ombre delle verità, di evangelizzazione io resterò un cristiano senza chiesa e difenderò Cristo oltre la storia, oltre la ragione, oltre la penitenza degli altari. 
Troppe ambiguità si sono consumate nell’attrazione dei gesti delle azioni e dei fatti quotidiani. 
I cattolici in politica? Comunione Liberante l’ho vissuta e sono distante. Dossetti ha concesso alla società italiana di diffondere il materialismo storico. Lorenzo Milani ha prodotto il gramscismo nel tempo dei nostri giorni. Altro? 
Ascolto Papa Francesco e le ombre delle idee di Bruno si ingigantiscono. Ma difenderò, da templare, ogni cristiano in Cristo e so come questi cristiani vengono considerati in quelle Nazioni dove l’Islamismo incombe. Io ne porto le ferite, ma da templare ho difeso ad oltranza il rosario che portavo al dito della mano sinistra sino a testimoniare la fede in Cristo, mentre i cattolici mi consigliavano, per diplomazia, o la solita Ragion di Stato, di non creare problemi. Ecco perché sono sempre più cristiano e sempre meno vicino all’altare dei cattolici. 
Solo l’eresia difenderà ad oltranza Cristo. Bisogna “riconoscere le ombre che non estinguono, ma conservano e custodiscono in noi la luce…” (Giordano Bruno). Cristo è la Croce, la Rivelazione, l’Avvento. Il Cristo che è in noi è il solo guerriero della luce.
di Pierfranco Bruni

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