Nel 2021 gli autoimprenditori hanno cancellato gli effetti della crisi sanitaria, secondo i dati pubblicati mercoledì 27 luglio da Urssaf, che rileva che il numero di autoimprenditori “economicamente attivo”ovvero dichiarando un fatturato positivo, a fine 2021 si attestava a 1.287 milioni, in crescita del 17,8% anno su anno.

2021, anno record per i freelance

Il lavoro autonomo sta battendo record di attività, con il fatturato degli imprenditori autonomi che ha superato i 6 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2021 (+26,5%). Si tratta di 1,2 miliardi di euro in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

“Il fatturato medio trimestrale si attesta a 4.706 euro, ovvero il 7,4% in più in un anno. Questo è il livello più alto mai raggiunto dalla creazione del sistema”, sottolinea l’Urssaf.

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Tutti i settori interessati

Tutti i settori stanno registrando un aumento dell’attività, ma questo è molto più marcato nei settori che nel 2020 sono stati più colpiti dalle restrizioni sanitarie: + 38,4% le iscrizioni per le arti e lo spettacolo o + 35,5% per le attività sportive, contro solo il +6,6% a +8,7% nei vari settori dell’edilizia.

Allo stesso modo, il fatturato medio è salito del 62,2% negli alloggi, del 56% nei taxi e VTC, del 30% nell’acconciatura e nella cura del corpo, mentre quello delle consegne a domicilio è diminuito del 26,6% e quello delle vendite a distanza del 7,1%.

Circa il 70% delle creazioni aziendali

Certo, se si considerano tutti gli imprenditori autonomi – sommando quelli che sono semplicemente iscritti ma non hanno realizzato alcun fatturato – il dato complessivo (2,229 milioni) è leggermente diminuito a fine anno (– 109 mila), mentre è aumentato del 15,3 % in un anno.

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Il lavoro autonomo rappresenta quindi circa il 70% delle creazioni di impresa nel 2021 e più della metà dei lavoratori autonomi.

Il calo degli iscritti nell’ultimo trimestre si spiega con l’eccezionale aumento del numero delle cancellazioni degli imprenditori autonomi che non realizzano fatturato da otto trimestri (409mila, +29% rispetto allo scorso anno). Una conseguenza del forte aumento delle registrazioni nel 2018-2019 che, in particolare a causa della crisi sanitaria, alla fine non hanno portato a termine i loro progetti, sottolinea Urssaf.

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