“Con la malsana intenzione di spezzare la dinamica della rifondazione del Mali, un piccolo gruppo di ufficiali e sottufficiali antiprogressisti maliani ha tentato un colpo di stato nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2022. Questi soldati erano supportati da un stato. Il tentativo è stato sventato grazie alla vigilanza e alla professionalità delle forze di difesa e sicurezza del Mali. »

È stato leggendo questo comunicato stampa in televisione, lunedì sera 16 maggio, che le nuove autorità maliane hanno assicurato ai loro concittadini di aver sventato un tentativo di colpo di stato la scorsa settimana. Non hanno fornito altri dettagli su cosa sarebbe successo, né sull’identità dell’arrestato, né sul“Stato occidentale” chi avrebbe fomentato questo golpe.

→ ANALISI. Mali: Bamako respinge l’esercito francese

Un annuncio che ha colto di sorpresa i telespettatori: nulla era filtrato fino a quel momento su un simile tentativo di colpo di stato. Secondo AFP e Radio France Internationale (RFI), in relazione a questo caso sono state arrestate una dozzina di persone, ufficiali e sottufficiali.

Vedi anche:  In Indonesia, finalmente aboliti i "test di verginità" per le donne nell'esercito

Francia, dietro questo colpo di stato?

Il comunicato non lo dice esplicitamente, ma dal momento che non passa giorno senza che le nuove autorità maliane accusino la Francia di “neocolonialismo” e D’ “imperialismo”ingerenza, per effettuare operazioni di destabilizzazione contro la sicurezza e la sovranità del Mali, è molto probabile che il sottotesto di questo comunicato stampa sia ancora una volta mirato all’ex potenza coloniale.

Già domenica 15 maggio, annunciando il suo ritiro dal G5 Sahel, Bamako ha implicitamente accusato Parigi di manipolare questa forza comune contro gli interessi del Mali. Venerdì scorso, una manifestazione che chiedeva la fine immediata “la presenza militare francese” – programmato per fine agosto dal personale dell’esercito – era ancora organizzato nella capitale maliana.

→ LEGGI. Le Drian convocato dalla giustizia maliana: denuncia e tante incognite

E il giorno prima abbiamo appreso che il ministro degli Affari esteri francese, Jean-Yves Le Drian, è stato convocato a giugno dai tribunali maliani nell’ambito di un’indagine su un “danni alla proprietà pubblica e altri reati a spese dello Stato del Mali”.

Colpo di stato, un precedente di luglio

Il colonnello Goïta, presidente investito della transizione a Bamako nel giugno 2021, è stato preso di mira a luglio da un attacco di coltello in una moschea. Il tentativo di omicidio, filmato e trasmesso sui social network, ha mostrato che l’aggressore aveva agito da solo. Immediatamente arrestato, morì pochi giorni dopo in carcere. Quasi un anno dopo, nessuna informazione è stata resa pubblica sull’andamento delle indagini.

Vedi anche:  In Cisgiordania, la crescente violenza da parte dei coloni israeliani divide la classe politica

→ SPIEGAZIONE. Da Serval al ritiro francese, come la Francia ha perso il Mali

Le nuove autorità maliane sono esse stesse il risultato di un doppio colpo di stato. La prima contro il presidente democraticamente eletto Ibrahim Boubacar Keïta (IBK), 18 agosto 2020. E la seconda contro le autorità di transizione, 24 maggio 2021.

Articolo precedenteL’eolico offshore e la pesca sono incompatibili?
Articolo successivola versione di Israele minata dalla Chiesa e dalla Francia