“Respirare uccide. » Questa la parola d’ordine della mobilitazione organizzata questo 11 giugno dalle 14 a Marsiglia. La manifestazione, organizzata in particolare da Extinction Rebellion, doveva assumere la forma di a “morire” (sdraiati a terra, i manifestanti si fingono morti), un’azione di cui il movimento militante ha fatto una specialità. Obiettivo: denunciare l’inquinamento atmosferico e le sue devastazioni sugli organismi.

Nel mirino dei manifestanti, tra gli altri inquinatori: le navi da crociera. È il loro impatto in particolare a denunciare – tra i vari movimenti associativi presenti nella mobilitazione (Alternatiba, Greenpeace, Health Environment Network) – il collettivo di giovani Stop Cruises, lanciato ufficialmente lo scorso maggio, che riunisce attivisti e residenti.

Quasi 2 milioni di passeggeri in scalo

Nel 2021, “1,8 milioni di crocieristi sono stati accolti a Marsiglia”, descrive Rémy, uno dei suoi membri. Con conseguente inquinamento acustico e ambientale, causato dal funzionamento dei motori, dall’emissione di fumi o acque reflue…

“Nel 2018, secondo AtmoSud (Associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente per il monitoraggio della qualità dell’aria), per la prima volta nell’area metropolitana di Marsiglia le emissioni di ossidi di azoto dal mare hanno superato le emissioni stradali, fa notare il collettivo in una discussione. In prima linea di fronte a questo inquinamento, troviamo “gli abitanti dei distretti settentrionali confinanti con il grande porto marittimo di Marsiglia”, aggiunge Remy.

Vantaggi economici per il territorio

Chiudere il porto agli scali? Complicato, mentre il mercato crocieristico ha notevoli vantaggi economici a Marsiglia e oltre. Ristoranti, prodotti tipici, attività culturali: la spesa dei passeggeri in scalo è stimata in “€ 50 in media per passeggero in transito”calcola, sul suo sito web, il Club de la Croisière Marseille Provence, che orchestra il settore.

Dati “contestabile secondo Stop Crociere. “Questo rapporto è stato calcolato assumendo che la grande maggioranza di queste migliaia di passeggeri sbarchi dalle navi. Il che non è necessariamente il caso, molti non scendono, poiché tutto è fatto in modo che i viaggiatori, che sono in pensione completa, spendano i loro soldi a bordo. » Ottenere dati precisi su queste ripercussioni è una delle richieste avanzate dal collettivo, che desidera a “dibattito democratico e ragionato” sull’argomento e ricorda che nell’agosto 2021 l’Italia ha bandito le navi da crociera più grandi del centro storico di Venezia. Un compromesso scelto per preservare il patrimonio senza perdere tutta la manna turistica.

Un’altra strada possibile: il Grand Port Maritime de Marseille (GPMM), che gestisce tutte le attività portuali, dal 2019 sviluppa un sistema di collegamento portuale. Dovrebbe consentire, a poco a poco, alle navi da crociera di spegnere i motori una volta ormeggiate. Questo sistema è già stato messo in atto per i traghetti per la Corsica, prima di essere esteso, in linea di principio, ai traghetti che servono il Maghreb e poi alle grandi navi da crociera.

Secondo il Club de la Croisière Marseille Provence, citato in Gli echiil numero di scali che toccano il porto di Marsiglia dovrebbe essere quest’anno 550, rispetto ai 200 dello scorso anno e ai 505 prima della crisi del Covid.

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