Accordo espresso. A meno di una settimana dalla proposta della Commissione Europea di ridurre i consumi di gas nel Vecchio Continente per garantire la sicurezza energetica “a fronte di nuovi tagli alla fornitura di gas russo”, i membri dell’Unione hanno concluso un accordo a Bruxelles il 26 luglio. Tutti ? No ! L’Ungheria è stato l’unico paese a votare contro, poiché il ministro degli Esteri Peter Szijjarto si è scagliato contro un testo ingiustificabile, inutile, inapplicabile».

Approvazione per gli Stati

Approvato l’obiettivo di ridurre i consumi del 15% rispetto alla media dell’ultimo quinquennio in ciascuno Stato: spetta a questi ultimi declinare a proprio piacimento tale impegno. In Francia sarà richiesto uno sforzo alle pubbliche amministrazioni, dato che il 26 luglio il premier Élisabeth Borne ha emesso una circolare chiedendo loro di“esemplare”. Il giorno prima, al Ministero per la Transizione Ecologica è stato ricordato l’obiettivo di “trovare una riduzione del 10% del nostro consumo energetico nei prossimi ventiquattro mesi”.

L’approvazione lasciata agli Stati potrebbe essere molto temporanea. Il Consiglio dell’Unione Europea si riserva il diritto di rendere obbligatorio tale obiettivo di riduzione del consumo di gas in caso di “allarme sicurezza dell’approvvigionamento”, legato a un picco della domanda oa un minimo dell’offerta di gas. Sarà sufficiente un voto a maggioranza semplice per attivare l’allerta. Inizialmente, la commissione si era arrogata la possibilità di imporre essa stessa tale vincolo, che aveva fatto digrignare i denti tra gli Stati membri.

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Eccezioni seriali

Tuttavia, possono essere concesse deroghe, dettagliate da Jozef Síkela, il ministro ceco che ha presieduto i negoziati, il che attenua la portata di tale obbligo.

I paesi baltici, dipendenti dalla rete elettrica russa, non saranno vincolati da questi obiettivi, nel caso in cui dovessero essere disconnessi da tale rete, il che li costringerebbe a utilizzare un aumento del gas per produrre energia elettrica. L’Irlanda, non collegata alla rete europea del gas, è esente. Tra le altre eccezioni, quella di non ridurne i consumi se le infrastrutture verso gli altri paesi membri non sono sufficientemente grandi per poter esportare il gas risparmiato.

Quest’ultima eccezione fa eco alle preoccupazioni espresse dalla Francia sull’argomento. “Non vogliamo introdurre obiettivi omogenei che non si adattino alla realtà di tutti e che alla fine non incidano sulla nostra capacità di esportare gas verso i paesi limitrofi”, abbiamo spiegato al Ministero della Transizione Ecologica il giorno prima delle trattative. La Francia sostiene che le sue capacità di esportazione dei gasdotti, in particolare verso la Germania attraverso l’Oltingue (Alto Reno), sono limitate.

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“Segnale forte”

Il meccanismo lascia quindi spazio a traiettorie di riduzione differenziate. La Germania, primo cliente europeo della Russia per il suo gas, potrebbe essere costretta ad andare oltre. Questo non ha impedito al ceco Jozef Síkela di salutare un accordo che manda “un segnale forte non solo a Vladimir Putin, che non è riuscito a dividerci, ma anche ai nostri cittadini”.

Resta inoltre da vedere se sarà sufficiente una riduzione del 15% dei consumi di gas. Se la Commissione indica di voler giocare anche sull’offerta, rimesso all’ordine del giorno il meccanismo degli acquisti di gruppo, sarebbe meglio se l’inverno non fosse troppo rigido…

Per far fronte ai picchi di domanda di questo inverno, ha anche fissato l’obiettivo di riempire le riserve di gas europee all’80% entro 1ehm novembre. L’ulteriore riduzione delle esportazioni di gas da parte dei russi potrebbe compromettere questo obiettivo. Dopo aver riaperto al 40% della sua capacità a seguito di un’operazione di manutenzione, il gasdotto Nord Stream 1 vedrà la sua capacità nuovamente dimezzata da mercoledì 27 luglio. I russi invocano un nuovo problema alle turbine…

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