Di fronte a una storica siccità che sta attraversando la Francia, il premier Élisabeth Borne ha attivato venerdì 5 agosto l’unità di crisi interministeriale, che si riunirà in giornata. Tra le sue missioni, quest’ultima deve anticipare l’attivazione dei piani Orsec e coordinare le necessarie misure di sicurezza civile.

Sotto l’autorità del prefetto, possono essere messe in atto misure per garantire la protezione delle popolazioni. In concreto, il Piano “Orsec – Acqua potabile” deve gestire la cura delle persone fragili o vulnerabili, piani di comunicazione per diffondere raccomandazioni alle popolazioni a rischio, e soprattutto la fornitura di acqua potabile ai comuni. In questa situazione possono essere inviate con urgenza bottiglie, cisterne e sistemi di filtrazione per provvedere ai bisogni essenziali dei loro abitanti privi di acqua potabile.

Catastrofi naturali o industriali

Il prefetto può anche prendere in considerazione l’attuazione di misure per limitare attività come le uscite scolastiche, ma anche vietare l’accesso a determinati sentieri forestali che potrebbero essere interessati da incendi. Di fronte ai vari picchi di caldo, diverse prefetture hanno già attivato questo sistema, come Lot-et-Garonne o Tarn.

Creato nel 1952, il dispositivo Orsec (Organizzazione della risposta della sicurezza civile) non si attiva solo in caso di siccità. Consente un’attuazione rapida ed efficace di tutti i mezzi necessari per proteggere i beni e l’ambiente durante le situazioni di emergenza. Il dispositivo opera a livello dipartimentale e permette di organizzare l’azione dei servizi di emergenza, e riunisce tutti i servizi della prefettura, i vigili del fuoco, i Samu, le forze dell’ordine. Insomma, tutti i mezzi pubblici e privati ​​suscettibili di essere mobilitati per far fronte alla situazione per la quale il sistema è stato attivato.

Il piano Orsec è stato messo in campo in occasione di calamità naturali, ad esempio in occasione della tempesta del 1999, ma anche per disastri industriali (è stato il caso dell’esplosione dello stabilimento AZF di Tolosa nel 2001) o anche dopo incidenti gravi come quello di Brétigny -disastro ferroviario di sur-Orge nel 2013. La sua componente “acqua” viene regolarmente attivata durante ondate di calore o siccità.

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