L’attività economica francese ha ristagnato nel primo trimestre, con una crescita zero (0%), a causa del calo dei consumi delle famiglie in un contesto di inflazione e guerra in Ucraina, secondo una prima stima pubblicata venerdì 29 aprile dall’INSEE.

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Questa stima è ben al di sotto delle aspettative, l’Istituto Nazionale di Statistica prevedeva una crescita dello 0,3%, mentre la Banque de France contava su un piccolo aumento del prodotto interno lordo (PIL) dello 0,25%.

Contesto di guerra in Ucraina

L’attività economica segna così chiaramente il passo dopo la crescita dello 0,8% registrata nel quarto trimestre del 2021 (dato rivisto al rialzo di 0,1 punti) e la forte ripresa dell’intero anno scorso (7%).

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Tradizionalmente il motore della crescita francese, i consumi delle famiglie sono diminuiti “chiaramente” nel primo trimestre, indica INSEE, cogliendo di sorpresa le previsioni degli economisti, che si aspettavano una nuova resistenza ad inizio anno.

La fortissima onda Omicron di gennaio, il rialzo dei prezzi, in particolare dell’energia, accentuato dallo scoppio della guerra in Ucraina a fine febbraio, hanno così limitato la spesa delle famiglie, in particolare per quanto riguarda alloggio-ristorazione e tessile-abbigliamento. L’inflazione ha così raggiunto il 4,5% in un anno a marzo, un livello che non si vedeva dalla metà degli anni ’80.

Covid-19

La crisi sanitaria, ancora molto presente a gennaio, ha ulteriormente colpito la produzione di beni e servizi nel primo trimestre (aumentata dello 0,5%), con un forte calo dell’attività nel settore alberghiero e della ristorazione, servizi educativi, “legato alla chiusura di alcune classi”, e viceversa un miglioramento dei servizi sanitari. La produzione di beni ha subito un’accelerazione dopo due trimestri di stabilità.

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Per il momento gli investimenti reggono bene, anche se in rallentamento, con un incremento dello 0,2% nel primo trimestre, trainato dagli investimenti in servizi informatici legati alla crescente digitalizzazione delle imprese.

Infine, il commercio estero continua a riprendersi, anche se è fermo “Tuttavia, un ritmo più lento rispetto al trimestre precedente”sottolinea INSEE, con un aumento dell’1,5% delle esportazioni, quando le importazioni sono aumentate dell’1,1%.

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