Nessuna domanda per il Presidente della Repubblica Emmanuel Macron di farsi mettere in ombra dalla Presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, o da quella della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Lunedì 9 maggio, a Strasburgo per la Giornata dell’Europa e la cerimonia di chiusura della Conferenza sul futuro dell’Europa, il Presidente, che da cinque anni gioca a fondo la “carta europea” e che intende fare anche durante il suo secondo mandato, ha visto grande, molto grande.

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Una sorta di “bis” UE

Ha scommesso su un progetto che ha colto di sorpresa molti osservatori: la creazione di a “Comunità politica europea”, una sorta di “bis” Unione Europea (UE) – con condizioni di ingresso molto meno rigide e più largamente basate su “valori” comuni. L’Ucraina, in particolare, sarebbe la benvenuta lì, e da allora anche il Regno Unito “l’adesione non pregiudicherebbe la futura adesione all’Ue, così come non sarebbe preclusa a chi l’ha lasciata”.

La sua fonte di ispirazione? 1989, François Mitterrand e il suo progetto di allora per una confederazione europea, che, secondo Emmanuel Macron, “probabilmente era troppo presto”. Ma a distanza di quasi trent’anni, la domanda è sempre la stessa secondo lui: come ” organizzare “ Europa? Nello spirito di Emmanuel Macron, questo “nuovo spazio per la cooperazione politica” consentirebbe a coloro che condividono lo stesso “valori democratici” e da chi sono guidati “desiderio di preservare l’unità del continente” per andare avanti insieme, in particolare in settori chiave come la sicurezza, la cooperazione energetica o la circolazione delle persone.

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Rafforzare i legami tra paesi extra UE ma vicini

Attraverso questa notizia “Comunità politica europea”Emmanuel Macron pensa di poter porre fine al “prospettive lunghe e senza speranza” spesso dato ai paesi che desiderano entrare nell’UE, come oggi i paesi dei Balcani occidentali. Secondo lui, quindi, sarebbe possibile rafforzare i legami tra questi paesi, sicuramente fuori dall’UE ma molto vicini geograficamente e in termini di valori.

Nel corso di una conferenza stampa, Roberta Metsola e Ursula von der Leyen sono state ovviamente invitate a rispondere a questa proposta. Il primo ha accolto favorevolmente questo progetto, mentre il secondo si è messo in contatto, insistendo invece sulla necessità che l’Europa sia al fianco degli ucraini e si impegni per la ricostruzione del Paese.

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Modificare i trattati “se necessario”

“Prenderò il mio bastone da pellegrino, laico, per continuare ad andare avanti”, ha sorriso Emmanuel Macron, che intende difendere senza indugio il suo piano con le sue 26 controparti. Una riunione del Consiglio europeo è prevista a Bruxelles per fine maggio, ma sarà invece dedicata alla risposta alla guerra in Ucraina. D’altra parte, la sessione “classica” del Consiglio, del 23 e 24 giugno, dovrebbe consentire ai leader di guardare più da vicino al futuro dell’Europa.

→ DIBATTITO. Il futuro dell’Europa passa attraverso un cambio di trattato?

Una grande questione aperta è quella di una possibile rifusione dei trattati. Emmanuel Macron si disse “favorevole” a questo pericoloso esercizio. Anche Ursula von der Leyen non rifiuta questa opzione, anzi. Ha quindi affermato di essere pronta a riformare l’UE, compreso “modificando i trattati se necessario”. Di tutti, è stata Roberta Metsola, capo del Parlamento, la più entusiasta. Problema: tale decisione spetta ai Capi di Stato e di Governo, all’unanimità, ma non al Parlamento.

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