Dal 1986 France 3 offre un telegiornale di un’ora a mezzogiorno e in prima serata, composto da un’edizione nazionale di trenta minuti prodotta dalla sede di France Télévisions a Parigi, e un’altra della stessa durata prodotta da ciascuna delle 24 redazioni regionali . È questo format che il management vuole modificare a settembre 2023, affidando a quest’ultimo anche il controllo editoriale dell’informazione nazionale e internazionale. Sono liberi di “attingere” dai rapporti e dai moduli preparati dalla redazione nazionale di France Télévisions per progettare le loro notizie.

Presentato all’inizio di luglio dalla direzione, questo progetto denominato “Tempo” ha suscitato grande emozione all’interno della redazione nazionale di France 3. I sindacati avevano promesso uno sciopero all’inizio dell’anno scolastico. Cinque di loro (SNJ, CGT, CGC, Unsa e CFDT) agiscono lunedì 12 settembre per un periodo di ventiquattro ore, con possibili interruzioni sui giornali.

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“A pena di trasferire il controllo delle sezioni 12/13 e 19/20 alle redazioni regionali, la direzione vuole liquidare l’informazione nazionale delle 3”, si preoccupano nel loro avviso di sciopero, chiedendo il“abbandono immediato” di questo “progetto di effrazione sociale ed editoriale su larga scala”.

Tra un anno “Ici mezzogiorno” e “Ici sera”

La direzione, da parte sua, vuole essere rassicurante offrendo di prendersi il tempo per co-costruire questo inversione del modello di fornitura delle informazioni” su Francia 3. “Non siamo in una logica di co-costruzione, ma di distruzione del codice, reagisce Serge Cimino, giornalista di France 3, rappresentante dell’Unione nazionale dei giornalisti (SNJ) ed ex candidato alla presidenza di France Televisions. E’ un falso progetto di regionalizzazione, soprattutto low cost visto che le redazioni regionali dovranno fare più airtime con mezzi costanti. »

Durante la conferenza sull’orario di ritorno a scuola del 6 luglio, Delphine Ernotte, presidente del gruppo pubblico, ha giustificato questa riforma con la volontà di offrire informazioni “più radicati nei territori”. Se questa preoccupazione per la vicinanza è condivisa, questa riforma arriva a tre anni dall’abolizione di “Soir 3” e dal trasferimento di parte delle squadre a Franceinfo per la produzione di “23 heures”.

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Lo si fa in un contesto teso, mentre il 30 giugno è stata votata una mozione di sfiducia contro il direttore dell’informazione, Laurent Guimier, e il riavvicinamento con la rete France Bleu è in corso. “marcia forzata”, secondo i sindacati. Il tutto all’interno di un pubblico audiovisivo febbrile dalla soppressione della regalità audiovisiva, che gli ha assicurato una risorsa lesa.

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