►31 marzo: scoppiano le prime manifestazioni a Colombo

Nella notte del 31 marzo sono scoppiate violente manifestazioni a Colombo, davanti alla residenza del presidente Gotabaya Rajapaksa. Centinaia di manifestanti tentano di prendere d’assalto l’edificio e chiedono le sue dimissioni. Due settimane dopo le prime proteste, lo Sri Lanka annuncia di essere inadempiente sul suo debito estero di 51 miliardi di dollari.

Da diversi mesi il Paese sta affrontando la più grave crisi economica dalla sua indipendenza nel 1948. Una situazione di cui il presidente Gotabaya Rajapaksa è considerato in parte responsabile. Dopo la sua elezione nel novembre 2019, ha effettuato importanti tagli alle tasse, per un costo annuo di 800 miliardi di rupie (più di 2 miliardi di euro). Pochi mesi dopo, ha deciso di interrompere le importazioni di fertilizzanti chimici e prodotti fitosanitari nel Paese per ottenere una produzione agricola biologica al 100%.

Questa misura, definitivamente abrogata nel febbraio 2022, contribuisce al declino economico del Paese. Inoltre, gli attacchi jihadisti dell’aprile 2019 e poi la crisi del Covid-19 hanno avuto un impatto duraturo sul settore turistico, pilastro dell’economia dello Sri Lanka.

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►9 maggio: il presidente del Consiglio si dimette

Il 9 maggio, il primo ministro dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa si è dimesso poco dopo gli attacchi dei suoi sostenitori contro manifestanti anti-governativi.

Migliaia di sostenitori del campo presidenziale, armati di bastoni e manganelli, hanno attaccato i manifestanti accampati davanti all’ufficio del presidente, provocando 9 morti e oltre 225 feriti. Il 76enne Primo Ministro invia la sua lettera di dimissioni al fratello minore e al presidente Gotabaya Rajapaksa, aprendo la strada a una “nuovo governo di unità”.

►12 maggio: Ranil Wickremesinghe, nuovo premier

Il 12 maggio Ranil Wickremesinghe ha prestato giuramento come Primo Ministro dello Sri Lanka. Una posizione che questo riformista filo-occidentale ha già occupato in diverse occasioni. Gotabaya Rajapaksa gli ordina di formare un governo di unità.

“Vogliamo riportare la nazione in una situazione in cui la nostra gente avrà di nuovo tre pasti al giorno”, poi dichiara Ranil Wickremesinghe. ” I nostri giovani devono avere un futuro. »

►14 luglio: il presidente si dimette

Il 14 luglio Gotabaya Rajapaksa è fuggito a Singapore e si è dimesso, mentre a Colombo i manifestanti hanno posto fine all’occupazione degli edifici pubblici, promettendo di continuare a esercitare pressioni sul potere.

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Pochi giorni prima era scappato dal suo Paese per raggiungere le Maldive, poi Singapore, da dove aveva inviato la sua lettera di dimissioni via e-mail. È il primo capo di stato a dimettersi da quando lo Sri Lanka ha optato per il governo presidenziale nel 1978.

►20 luglio: l’ex presidente del Consiglio diventa presidente

L’ex primo ministro e presidente ad interim dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, è stato eletto presidente mercoledì 20 luglio a stragrande maggioranza dal Parlamento per succedere a Gotabaya Rajapaksa.

“Le nostre divisioni sono finite”, poi dichiarato il nuovo presidente davanti al Parlamento. Eredita un Paese di 22 milioni di persone devastato da una catastrofica crisi economica che sta causando penuria di cibo, medicine e carburante.

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