Questo lunedì, 12 settembre, le parti sociali saranno ricevute dal ministro del Lavoro, Olivier Dussopt, e dal ministro della Formazione professionale, Carole Grandjean. Nel menu di questo incontro: la presentazione della roadmap del governo sulla sua volontà di riformare l’assicurazione contro la disoccupazione.

Ricordiamo: il 7 settembre il governo ha dato il via a una nuova riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione che mira a rispondere alle difficoltà di assunzione osservate in molti settori. Il testo del disegno di legge mira in particolare ad estendere le regole di compensazione derivanti dalla precedente riforma del 2019. Tali regole sono entrate in vigore solo il 1° dicembre 2021 e devono scadere a partire dal 31 ottobre. Si tratta di prorogarli per almeno un anno.

In questo periodo il governo intende negoziare con le parti sociali una modifica delle regole di compensazione che gli sembrano non più adeguate alla situazione del mercato del lavoro.

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Regole troppo generose?

Sarebbero, in un certo senso, troppo generosi nei confronti dei disoccupati che, di fatto, farebbero meno fatica a cercare un lavoro. L’idea è quindi quella di modulare le condizioni dell’assicurazione contro la disoccupazione, in base alla situazione occupazionale. Un gran numero di posti vacanti comporterebbe un inasprimento delle regole, una carenza per il loro allentamento. Un sistema come il Canada ha messo in atto. Diversi parametri possono quindi cambiare, dall’importo della compensazione ai criteri di ammissibilità e alla durata della compensazione.

Le discussioni si preannunciano tese. Il 9 settembre, in un comunicato congiunto, otto sindacati (CFDT, CGT, FO, CFTC, CFE-CGC, FSU, Solidaires e Unsa) e cinque associazioni di studenti e studenti delle scuole superiori (Unef, Fidl, MNL, VL e Fage ) ha denunciato questo progetto.

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Sindacati mobilitati

“Prendere di mira i diritti della disoccupazione è del tutto inefficace”, sostengono i firmatari che lo affermano “stigmatizzare ancora una volta le persone in cerca di lavoro riducendo i loro diritti al risarcimento è profondamente ingiusto”.

Secondo questi sindacati e associazioni, “I datori di lavoro stanno lottando per reclutare oggi” perché prima, “non riescono a trovare le qualifiche e le competenze che cercano”E perché “i termini e le condizioni di lavoro offerti (…) porre un problema”. Le tredici organizzazioni hanno programmato di ritrovarsi il prossimo 3 ottobre presso la sede dell’Unsa.

Dal lato dei datori di lavoro, il Medef è favorevole a un’evoluzione delle regole di compensazione a seconda della situazione economica. Senza un accordo con i partner, cosa possibile, il governo potrebbe definire le prossime condizioni solo con decreto.

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