” Corea del Sud. La tirannia dell’eccellenza in 100 domande »

Di Juliette Morillot

Edizioni Tallandier, 416 pagine, € 19,90

“I coreani mangiano davvero il cane? » Risposta, sì. “Hanno inventato la macchina da stampa? » Sì e no. “Qual è la ricetta del miracolo economico coreano? » Duro lavoro… Attraverso cento domande simili, che è il principio di questa raccolta, il libro di Juliette Morillot svela la storia della Corea del Sud e analizza le chiavi del suo recente successo economico.

Oggi la Corea del Sud è di moda. L’influenza di questo piccolo paese di 50 milioni di abitanti si basa sui suoi cantanti K-pop, sul suo cinema che ora trionfa a Cannes o sulle sue serie televisive, come Gioco del calamaro, visto in tutto il mondo. Si basa anche sul successo commerciale dei suoi produttori di elettronica (Samsung o LG) o automobili (Hyundai, Kia).

Il peso dei conglomerati familiari

Eppure negli anni ’60, la Corea del Sud era tra i paesi più poveri del mondo. In tre generazioni, prima sotto l’impulso di un leader dal pugno di ferro, Park Chung-hee, poi con una svolta verso la democrazia, il Paese ha costruito conglomerati familiari che si prefiggono di conquistare i mercati globali. La Corea del Sud è diventata uno dei paesi pionieri del digitale ed è salita al 10° posto nel mondo in termini di PIL.

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Con una conoscenza dettagliata della società coreana e della sua storia, Juliette Morillot descrive in dettaglio le sorgenti di questa trasformazione. Giornalista e docente, è già autrice, nella stessa raccolta, con Dorian Malovic (giornalista del quotidiano La Croce), di un libro dedicato alla Corea del Nord (1).

In questo nuovo lavoro dedicato alla Corea del Sud, racconta come il paese ottenne l’indipendenza nel 1945, dopo quarant’anni di occupazione giapponese che ebbe un profondo impatto sulla società coreana. Poi come la Corea emerse divisa da una delle guerre più mortali del 20° secoloe secolo.

Robot ovunque

Dipinge il ritratto di una società che non è gentile con gli individui, dove il lavoro e l’obbedienza sono valori centrali. Mostra anche la raffinatezza, la complessità di una cultura che si è nutrita di molteplici influenze. E l’incredibile dinamismo di un Paese che si è trasformato fino a diventare uno dei più robotici al mondo: “I robot vi accolgono in aeroporto, vi portano il pasto al ristorante e un accappatoio a mezzanotte in hotel”scrive ad esempio Juliette Morillot.

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Descrive la città del futuro, Songdo, una città digitale dove tutti gli oggetti sono connessi, “dalla porta che si apre con il riconoscimento vocale al frigorifero che avverte della data di scadenza degli yogurt”. Racconta anche come la Corea, un tempo molto omogenea, sia diventata un paese di immigrazione che accoglie sempre più stranieri provenienti da Sri Lanka, Indonesia o Pakistan, rendendola una società sempre più multiculturale.

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