Un’altra battuta d’arresto per l’EPR. EDF ha annunciato giovedì 19 maggio che il cantiere di costruzione di due reattori nucleari di nuova generazione a Hinkley Point in Inghilterra avrebbe registrato un ulteriore ritardo di almeno un anno e costi aggiuntivi di almeno 3,5 miliardi di euro. Ennesima delusione per i programmi EPR che stanno accumulando difficoltà.

► In Finlandia, 12 anni indietro

La costruzione del reattore EPR Olkiluoto-3 è iniziata nel sud-ovest della Finlandia nel luglio 2005. Come a Hinkley Point, la messa in servizio inizialmente prevista per il 2009 è stata posticipata più volte a causa di problemi tecnici. A rallentare il sito ha contribuito anche una disputa finanziaria tra Areva e il proprietario finlandese del progetto TVO, che si accusano reciprocamente del ritardo.

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Nel 2011 viene annunciato un costo aggiuntivo di 3,6 miliardi di euro e un ritardo di cinque anni. Nel 2013 è indietro di sette anni e 5 miliardi di euro. Nel novembre 2014, Areva ha stimato che il reattore non sarebbe tornato in servizio fino al 2018. La prima fissione è avvenuta finalmente il 20 dicembre 2021, con 12 anni di ritardo.

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► A Flamanville, il fallimento francese

Il primo calcestruzzo per il reattore di Flamanville è stato versato nel dicembre 2007. La messa in servizio era quindi prevista per il 2012. Nel 2011 EDF ha annunciato un rinvio al 2016 e un costo, quasi raddoppiato, da 3,3 a 6 miliardi di euro. Nel 2012 il prezzo sale a 8,5 miliardi e nel 2014 la messa in servizio è posticipata al 2017.

Il 15 aprile 2015 sono state rilevate anomalie di fabbricazione: la composizione dell’acciaio nella nave conteneva troppo carbonio, che lo ha indebolito. La messa in servizio è ancora una volta posticipata al 2018. Il conto torna a salire a quota 10,5 miliardi di euro e poi a 10,9 miliardi.

L’anno successivo, EDF ha annunciato un rinvio della data di messa in servizio del reattore alla fine del 2022 prima di posticipare la scadenza a metà 2023. La durata del progetto si sta progressivamente avvicinando ai 20 anni, invece dei 5 originariamente previsti.

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► In Cina, “solo” 5 anni in ritardo

Nel 2007, Areva ha firmato un contratto con l’utility cinese CGNPC per la costruzione di due EPR nella provincia del Guangdong. L’apertura è prevista per il 2013. Tale data sarà poi posticipata al 2016. Bisognerà infatti attendere il 29 giugno 2018 affinché il reattore Taishan 1 diventi il ​​primo EPR a produrre energia elettrica. Con un ritardo di “soli” 5 anni rispetto al programma iniziale. Seguirà il secondo reattore, con messa in servizio nel 2019.

Questo progetto ha incontrato meno difficoltà, beneficiando in particolare degli insegnamenti dei due precedenti, sottolineano gli esperti. Anche l’ingegneria civile cinese si è dimostrata efficace. Fino a quando non appare un guasto nel vaso del primo reattore, che porta al suo arresto “per manutenzione” da luglio 2021.

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