Martedì 10 maggio inizieranno i lavori per chiudere Stocamine, il centro sotterraneo di stoccaggio di rifiuti pericolosi a Wittelsheim (Alto Reno), ha annunciato il suo gestore Mines de potasse d’Alsace.

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“Inizieranno i primi lavori di costruzione della diga numero 1 in calcestruzzo proiettato”ha affermato l’MDPA in una dichiarazione, aggiungendolo “si stanno realizzando contemporaneamente i lavori di costruzione della diga numero 2”. “Dopo un periodo di preparazione, collaudo e validazione di procedure, materiali e attrezzature, la costruzione di questa prima opera è in corso e proseguirà per i prossimi sei mesi”spiega l’operatore.

Lavori preliminari

Questo lavoro preliminare, affidato al gruppo Bouygues, consiste nell’installazione “barriere di contenimento” in fondo al sito, una vecchia miniera di sale a 550 metri sotto terra, per proteggere la falda freatica, hanno spiegato in un incontro di inizio aprile rappresentanti del gruppo e della direzione degli MDPA.

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“Ogni diga è composta da più conci di cemento e sale, che riempiono l’intera larghezza della galleria da chiudere (…), per una lunghezza complessiva di poco più di cinquanta metri”specifica MDPA.

Sei dighe realizzate per l’estate 2023

La storia di questo sito di rifiuti non radioattivi (amianto, arsenico, mercurio, ecc.) va avanti dal 1999. Nel 2002 un incendio ha interrotto bruscamente lo stoccaggio, ma il destino del sito non è del tutto deciso.

L’MDPA e lo Stato auspicano il contenimento definitivo delle 42.000 tonnellate di rifiuti ancora presenti sul fondo della miniera, che secondo loro sarebbero troppo pericolose da rimuovere. Molti eletti locali e associazioni ambientaliste vogliono invece evacuare il massimo dei rifiuti a causa dei rischi di inquinamento della falda freatica dell’Alsazia, la più grande d’Europa. La giustizia deve ancora decidere.

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Martedì sono iniziati i lavori “senza compromettere la potenziale reversibilità dello smaltimento dei rifiuti localizzati” in più blocchi “sono eseguiti in attesa della decisione che si pronuncerà sulla richiesta di autorizzazione” spazio di archiviazione illimitato, sottolinea MDPA nel suo comunicato stampa.

Il programma dei lavori prevede che tra martedì e l’estate 2023 verranno realizzate sei dighe, delle 12 previste in caso di confinamento permanente. Includono il riempimento del “blocco 15” dove si era verificato l’incendio. Il centro conteneva allora 44.000 tonnellate di rifiuti, i più pericolosi dei quali, quelli contenenti mercurio, sono stati per lo più rimossi da allora.

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