“Libero, impegnato e imprevedibile. » Ecco come appare la recensione Capitale sociale che arriva questo giovedì 9 giugno in edicola. Venduto a 9 euro per unità o 32 euro all’anno in abbonamento, questo trimestrale di 84 pagine intende affrontare le notizie economiche e sociali attraverso il prisma di ” vero “ e del“umano”venendo fuori da “la sterile opposizione tra capitale e sociale”. “Né la finanza pazza né la lotta di classe, l’umano! », proclama Joseph Thouvenel nel suo primo editoriale.

Si converte quindi alla stampa un noto personaggio del mondo sindacale, Joseph Thouvenel, che non si è candidato alla carica di vicepresidente della CFTC e sta completando il suo mandato alla guida della sezione di Parigi. “Ho sempre voluto investire nel campo dell’informazione e della riflessione”, confida, precisando che il “contributo significativo di un donatore che desidera rimanere anonimo”legato alla lotta contro il lunedì di Pentecoste ha funzionato, ha permesso di avviare questa rassegna.

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lunedì e domenica amici

“Nel 2008, con una piccola squadra, abbiamo salvato il lunedì di Pentecoste, che il governo Raffarin aveva rimosso dai giorni festivi. Ci sono voluti diciotto mesi per arrivarci. Ci siamo detti che con un po’ più di mezzi e di tempo potremmo dirigere le cose e influenzare la visione del mondo del lavoro”, continua questo autodidatta, cresciuto nei valori del cattolicesimo sociale.

In questa Collettiva di Monday Friends, ora Collettiva di Sunday Friends, c’è l’imprenditore Étienne Neuville, co-azionista di Capitale sociale. Guillaume de Prémare, ex presidente di La Manif pour tous ed ex delegato generale dell’associazione Ichtus, è il caporedattore. E la squadra capisce “due giornalisti freelance”e “sindacalisti, capi indipendenti, dipendenti pubblici, padri e madri di famiglia”.

“Reinvestire per continuare”

Non sorprende trovare in prima pagina del primo numero un corposo e impegnato dossier intitolato: “Devi lavorare la domenica? Bugie e verità! » Accompagnato da un’interessante intervista all’economista Pierre-Yves Gomez sul futuro del capitalismo, articoli sfavorevoli ai centri commerciali, ma anche pagine di “scoperta”, consigli per mettersi in gioco e persino una pubblicità parodia!

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La rivista, la cui veste grafica è stata curata da Bayard Service, è destinata a tutti “coloro che sono interessati all’economia e alle questioni sociali, ed in particolare ai difensori dei diritti umani”. Una campagna mediatica accompagnerà il suo lancio. “Non ci aspettiamo un ritorno sull’investimento, dice Joseph Thouvenelma se abbiamo 5.000 copie possiamo reinvestire” con un sito web o riunioni in prospettiva. E sempre l’ambizione di“portare la nostra piccola musica nel campo economico e sociale”.

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