Il nuovo arrivato gonfia il petto: a inizio giugno la Procura europea fa il punto sul suo primo anno di repressione delle frodi sui fondi europei. I magistrati hanno avviato 929 indagini e hanno già impedito l’appropriazione indebita di 259 milioni di euro.

Frode IVA

Schematicamente, ci sono due modi per sottrarre fondi europei: attingendo alle entrate dell’UE, generalmente tramite frode IVA (parte di questa tassa è direttamente assegnata al bilancio comunitario); o prelevando indebitamente da sovvenzioni europee.

La caccia alla frode sull’IVA rappresenta circa un terzo dei casi trattati dall’accusa. Si precisa che si tratta solo di casi in cui gli importi così sottratti superano i 10 milioni di euro, il resto di competenza delle autorità nazionali.

Pezzi di ricambio divertenti

Il metodo più popolare? La cosiddetta giostra. Grazie a un groviglio di società in diversi Stati membri, le società evadono l’IVA o la riscuotono senza versarla alle autorità fiscali.

All’inizio di maggio la Procura europea ha comunicato un’indagine relativa a una rete tedesca di vendita di auto di lusso: grazie a un sistema di fatture false, emesse da società fittizie che duplicavano l’attività commerciale (reale) del gruppo, la gli imputati hanno sottratto oltre 40 milioni di euro ottenendo il rimborso dell’IVA dalle autorità tedesche.

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Un’altra frode popolare riguarda i dazi doganali. In discussione, molto spesso, le importazioni cinesi, come dimostra questo caso rivelato dalla procura di fine aprile, relative a biciclette elettriche: un’azienda veneta, per evadere le tasse sulle biciclette elettriche made in China, le ha fatte venire a pezzi staccati distribuite in diverse spedizioni. Importo della frode stimata: 2 milioni di euro.

Un piano di recupero da tenere d’occhio

Dal lato della spesa, le frodi più classiche sono quelle relative ai sussidi all’agricoltura o all’appropriazione indebita da parte degli assessori locali di sussidi del Fondo di sviluppo regionale dell’Unione. Esempio tipico: a marzo la procura ha sequestrato in Italia 200.000 euro per appropriazione indebita di fondi della PAC (Politica agricola comune). Due indagati avrebbero ricevuto cinque anni di aiuti corrispondenti alla gestione di un’azienda agricola di 180 ettari, mentre in realtà possedevano e coltivavano meno di un ettaro. Avevano fatto false dichiarazioni per passare, con le autorità nazionali incaricate del pagamento degli aiuti, ai proprietari dei terreni di un altro agricoltore.

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L’anno si preannuncia intenso. “I fondi del piano europeo per la ripresa, che si stanno sbloccando, richiedono un’attenzione particolare”, spiega David Touvet, capo della delegazione francese della procura. Più di 800 miliardi di euro saranno riversati nel mercato comune sotto forma di crediti o sussidi.

Mancanza di mezzi

Il che non manca di mettere in discussione i mezzi dell’accusa. La sezione francese è attualmente composta da soli quattro magistrati, per un totale di un centinaio di membri sparsi nei 22 paesi membri della Procura (Polonia e Ungheria, ad esempio, non hanno aderito).

In occasione della presentazione della propria relazione annuale, la Procura europea rileva che “il livello di rilevamento delle frodi è basso” e invita gli Stati membri “per formare unità speciali (di magistrati, ndr) per supportare le nostre indagini”. Lo fa notare “La sola frode Iva probabilmente costa tra i 30 e i 60 miliardi di euro” all’Unione ogni anno. Prima di concludere: “Nel clima economico attuale, sorprende che sia ancora necessario insistere sul fatto che la lotta contro queste associazioni criminali con estrema determinazione sia necessaria. »

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