Dopo il padre, Omar Bongo (scomparso nel 2009), è la volta dei figli. La giustizia francese ha appena incriminato quattro di loro: Grace, Betty, Arthur ed Hermine Bongo, tutti sospettati di averne approfittato “consapevolmente” immobiliare acquisito dalla famiglia del Presidente del Gabon a Parigi e sulla Costa Azzurra, tramite appropriazione indebita di fondi pubblici. In un momento in cui le fortune e gli investimenti degli oligarchi russi sono al centro di tutta l’attenzione in Europa e negli Stati Uniti, questa vicenda assume particolare importanza.

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La genesi del caso dei “guadagni illeciti”.

Si tratta dell’ennesimo rimbalzo nella cosiddetta vicenda dei “guadagni illeciti”, sia fonte di speranza per le ONG impegnate nella lotta alla corruzione, sia di tensioni diplomatiche tra Parigi e diversi Paesi del continente africano. Avviata da un semplice rapporto architettato da due membri del Comitato Cattolico contro la Fame e per lo Sviluppo (CCFD), seguito da una denuncia presentata da diverse ONG, nel 2010 è stata aperta un’indagine dalla procura di Parigi. Prende di mira i leader di tre paesi: Gabon di Omar Bongo, Congo-Brazzaville di Denis Sassou-Nguesso e Guinea Equatoriale di Teodoro Obiang Nguema.

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La vicenda avvelenerà in particolare gli ultimi anni di Omar Bongo, presidente del Gabon, scomparso nel 2009. Cooptato da de Gaulle negli anni Sessanta e sempre pronto a rendere servizio all’ex potenza coloniale, questo leader che confuse allegramente il le casse dello Stato con i suoi fondi personali non hanno mai capito cosa gli rimproverava la giustizia francese.

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Fortune con finanziamento opaco

Sequestrato in particolare da Transparency International, ONG impegnata nella lotta alla corruzione, il sistema giudiziario ritiene che i beni acquisiti in Francia da questi leader e dalle loro famiglie siano stati acquisiti fraudolentemente. Viene valutato il valore dell’intero patrimonio della famiglia Bongo in Francia “almeno 85 milioni di euro” dai tribunali francesi. Una fortuna smisurata con gli emolumenti ufficiali del defunto presidente Omar Bongo: 15.000 euro mensili.

In realtà, come ha mostrato chiaramente il processo tentacolare dell’affare Elf nei primi anni 2000, il clan Bongo ha beneficiato di fondi occulti pagati per anni dalla compagnia petrolifera, poi assorbita dalla Total. Come, del resto, tutta la classe politica francese dell’epoca. Inoltre, la giustizia sta indagando sull’intera catena di intermediari che, dalle banche ai notai, passando per avvocati e società immobiliari, hanno beneficiato di queste appropriazioni indebite di fondi provenienti dall’Africa.

L’attuale intoccabile presidente del Gabon

I quattro bambini Bongo incriminati a Parigi hanno tutti contestato davanti al giudice di essere a conoscenza delle condizioni per acquisire queste proprietà. Una linea di difesa sorprendente in quanto il caso dei “guadagni illeciti” è stato ampiamente pubblicizzato in Francia, ma anche nei paesi interessati, con smentite indignate.

Oltre ai quattro figli del defunto Omar Bongo recentemente incriminati, due figure chiave del regime gabonese sono nel mirino della giustizia francese: Pascaline Bongo, ex ministro ed ex capo di gabinetto del padre, che ha messo mano alla sicuro -potere forte; ma anche, e soprattutto, l’attuale presidente Ali Bongo, alla guida del Gabon dal 2009. Come tale, quest’ultimo beneficia di un’immunità che lo rende, per il momento, intoccabile. Non è il caso di una delle sue sorelle, Betty: i tribunali hanno appena ordinato il sequestro di un appartamento a suo nome situato nel 15° arrondissement di Parigi, del valore di 750mila euro.

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Denis, Teodoro e gli altri…

I Bongo non sono gli unici ad essere preoccupati in questo caso. Diverse proprietà appartenenti alla famiglia del leader congolese Denis Sassou-Nguesso sono state confiscate negli ultimi anni dalla giustizia francese. Stessa sorte per il palazzo di oltre 4.000 m2 situato in avenue Foch, a Parigi, di proprietà della famiglia del presidente della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang. Questa straordinaria proprietà aveva una discoteca, un parrucchiere e mobili di lusso sequestrati dagli investigatori. Proprio come le Ferrari, le Bentley e le altre Lamborghini al volante delle quali il figlio del presidente ha sfilato per le strade di Parigi.

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Una saga di quindici anni

28 marzo 2007. Diverse associazioni stanno sporgendo denuncia a Parigi per occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici che coinvolgono diversi capi di stato africani e membri delle loro famiglie.

9 novembre 2010. La Corte di Cassazione autorizza l’apertura di un’indagine nei confronti di tre leader africani.

22 aprile 2016. Sequestrati immobili a Parigi e Nizza, appartenenti alla famiglia del presidente gabonese Ali Bongo.

25 marzo-5 aprile 2022. Quattro dei 54 figli di Omar Bongo sono incriminati “Occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici, corruzione attiva e passiva e abuso dei beni aziendali”.

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