La Russian Railways Company (RZD) non è riuscita dal 5 aprile a ripagare un debito di 605 milioni di dollari (557 milioni di euro) sottoscritto da una delle sue controllate in Irlanda, RZD Capital. Il quotidiano economico russo Kommersant lo spiega“a causa delle sanzioni, i conti di RZD Capital sono stati congelati dall’agente pagatore, la filiale londinese della Bank of New York Mellon”.

RZD cerca di pagare in rubli

Il ministro delle finanze russo Anton Siluanov si è lamentato del fatto che il gruppo “non era autorizzato ad adempiere ai propri obblighi” e ha indicato che quindi intendeva pagare questa somma in rubli. Ma ci sono poche possibilità che questa soluzione soddisfi i creditori. Oltre il periodo di grazia previsto dal contratto (generalmente da 10 a 30 giorni), possono quindi decidere di dichiarare la Compagnia delle Ferrovie Russe in mora.

→ ANALISI. Guerra in Ucraina: il cappio delle sanzioni si stringe attorno all’economia russa

La RZD non è la prima azienda russa ad incontrare difficoltà dall’innesco delle sanzioni occidentali contro la Russia: anche il colosso siderurgico Severstal, la banca Sovcombank o la fabbrica di tubi di Chelyabinsk hanno mancato il rimborso delle scadenze. Ma la compagnia ferroviaria è sicuramente la più grande compagnia in questa situazione.

Vedi anche:  Veolia metterà finalmente le mani su Suez

85.000 km di ferrovie

La RZD è un colosso che gioca un ruolo strategico in Russia, sia per consentire la mobilità degli abitanti, ma anche per il trasporto di merci e per la logistica militare. Da sola pesa il 3,5% del PIL, dà lavoro a più di un milione di persone e consuma il 6% dell’elettricità prodotta in Russia. Gestisce una rete di 85.000 km di binari, su cui percorre più di 25.000 autovetture per lunghe distanze e 650.000 vagoni merci.

L’azienda è stata gestita fino al 2015 da Vladimir Yakunin, un caro amico di Vladimir Putin. Ora è guidato da Oleg Belozerov, un funzionario pubblico fedele al regime, ed è ancora al 100% di proprietà dello stato russo.

La società è stata sanzionata il 24 marzo dal Regno Unito. In Francia, oltre 3.000 dipendenti di Gefco, società di logistica, possono tirare un sospiro di sollievo. La RZD era infatti azionista al 75% della loro azienda dal 2012. Ma il management di Gefco è riuscito in extremis a organizzare un’acquisizione da parte di CMA CGM, con il discreto supporto di Bercy.

Vedi anche:  Pierre Guillet, nuovo presidente di Christian Entrepreneurs and Leaders

Rischio di convulsioni

Il caso di RZD illustra perfettamente come funzionano le sanzioni, a poco a poco, per paralizzare l’attività economica della Russia. Il 25 marzo la compagnia ferroviaria russa doveva già saldare un pagamento di 30 milioni di sterline. Ma la somma è stata congelata dall’agente pagatore, la filiale britannica di Deutsche Bank. La RZD ha immediatamente chiesto al Tesoro del Regno Unito una licenza per consentire il pagamento. Tuttavia, non è sicura che lo otterrà, il che significa che è diretta verso il default.

Ciò non impedirà ai treni russi di circolare in Russia. D’altra parte, la società non potrà più prendere prestiti al di fuori della Russia per finanziarsi, rendendo difficile per lei qualsiasi investimento. Inoltre, tutti i beni della RZD all’estero correranno il rischio di sequestro, al fine di ripagare il debito. L’intera reputazione dell’azienda sarà danneggiata, quindi anche quando si gira questa pagina, sarà sempre più costoso prendere in prestito, perché il suo rating terrà traccia di questo incidente.

Articolo precedenteLituania: “Ci siamo illusi che la Russia potesse diventare una democrazia come le altre”
Articolo successivoin Ucraina, la battaglia ferroviaria