Lunedì 28 febbraio l’ONU ha convocato una sessione speciale di emergenza dell’Assemblea Generale, che riunisce i 193 membri dell’organizzazione, attorno all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Questo strumento consente all’Assemblea di formulare raccomandazioni urgenti su una particolare questione relativa alla pace e alla sicurezza internazionale. Questa è solo l’undicesima volta che viene utilizzato. Panoramica delle crisi che ne hanno giustificato l’uso dal 1956.

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► Cinque sessioni per i conflitti in Medio Oriente

L’8 agosto 1958, per il Crisi del 1958 in Libano. Il presidente Camille Chamoun, filo-occidentale, si trova in contrasto con la comunità musulmana quando vuole entrare a far parte della Repubblica Araba Unita, composta da Siria ed Egitto. Sono scoppiati disordini, che hanno spinto 14.000 soldati americani a intervenire. L’ordine fu ristabilito, ma la figura principale dell’insurrezione, Rachid Karamé, divenne Primo Ministro alla fine del mandato di Camille Chamoun.

Il 17 giugno 1967, per il sei giorni di guerra. L’Egitto blocca l’accesso israeliano allo Stretto di Tiran, lo stato ebraico si vendica militarmente. Dopo sei giorni, gli eserciti combinati di Egitto, Giordania e Siria vengono sconfitti. Israele conquista la Striscia di Gaza, il Sinai, le alture del Golan, la Cisgiordania e soprattutto la Città Vecchia di Gerusalemme.

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Sebbene il Sinai e la Striscia di Gaza non siano più sotto il controllo israeliano, le conseguenze di questo conflitto continuano a influenzare gli attuali conflitti nella regione. il collocamento del Golan sotto l’amministrazione israelianaemanato con legge del 1981, è stato oggetto di un’altra sessione straordinaria d’urgenza, il 29 gennaio 1982.

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Due sessioni per il conflitto israelo-palestinese, 22 luglio 1980 e 24 aprile 1997. Queste due sessioni sono le uniche ad essersi incontrate più volte (una quindicina per la seconda, dal 1997 al 2018 circa). Le tensioni tra arabi ed ebrei iniziarono con la colonizzazione britannica, prima di scoppiare in una guerra civile quando le Nazioni Unite decisero di spartire il Paese tra le due comunità nel 1947. Il conflitto, che ancora oggi non è risolto, diventa una guerra nel 1948, quando i paesi arabi vicini deciso di sostenere i palestinesi.

► La Guerra Fredda: tre sessioni

Il 4 novembre 1956, per l’invasione sovietica dell’Ungheria. Una rivolta popolare contro il regime comunista riesce a rovesciare il governo, prima che l’URSS porti i suoi carri armati nel paese per schiacciare la rivoluzione. Questa decisione offusca l’immagine dei sovietici all’estero ed è criticata dai marxisti occidentali, come Jean-Paul Sartre.

Il 17 settembre 1960, per il crisi congolese. Molti problemi, come il rapporto con il federalismo, il tribalismo o il nazionalismo etnico, non furono risolti al momento dell’indipendenza del Congo nel 1960. Il conflitto si oppose dapprima a bianchi e neri, prima di vedere l’emergere di un Partito Comunista insurrezionale sostenuto dall’URSS e combattuto dal Belgio e dagli Stati Uniti, rendendo il Paese teatro di un conflitto per procura tipico della Guerra Fredda. Mobutu Sese Seko alla fine vinse e instaurò una dittatura nel paese che sarebbe durata fino al 1997.

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• Il 10 gennaio 1980, per l’invasione sovietica dell’Afghanistan. L’Armata Rossa entra in guerra per difendere una fazione comunista afgana in lotta per il potere. Dopo nove anni di guerra, l’URSS non riuscì a sedare l’insurrezione dei mujaheddin. La sua sconfitta è sintomatica del suo declino e la partenza delle truppe avviene appena un anno prima della sua caduta. Questo conflitto è anche il momento dell’ascesa dei gruppi jihadisti, al centro delle questioni di sicurezza dell’inizio del XXI secolo.

► Due sessioni sui conflitti coloniali

Il 1 novembre 1956 il Crisi di Suez. L’Egitto nazionalizza il Canale di Suez, minacciando gli interessi commerciali inglesi e francesi. L’ex potenza coloniale e Parigi unirono le forze con Israele per riprendere il controllo, prima di essere costrette ad abbandonare le loro operazioni sotto la pressione di americani e sovietici. Questa sconfitta segna il declino delle vecchie grandi potenze e la fine dell’era coloniale.

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Il 3 settembre 1981, Occupazione sudafricana della Namibia. L’Onu denuncia l’occupazione “illegale”guastata dalla violenza del paese da parte del suo vicino. La Namibia era originariamente britannica, prima di essere ceduta al Sud Africa, anch’esso ex colonia. Non otterrà la sua indipendenza fino al 1990.

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