A poco a poco, le restrizioni sanitarie stanno scomparendo in tutto il mondo. A Shanghai, la rigida reclusione stabilita per due mesi è terminata mercoledì 1 giugno. Nonostante un forte calo dei casi di Covid-19, tutte le misure sono lontane dall’essere state rimosse nel Paese. Cinema, palazzetti dello sport e scuole non riapriranno subito, così come le scuole, ove caso per caso sarà richiesto. Centri commerciali, farmacie e centri estetici potranno nuovamente operare, al 75% della loro capacità.

La mascherina sempre meno obbligatoria

Sul sito del ministero degli Esteri francese, la mappa che classifica i paesi per colore in base al vigore dell’epidemia sta progressivamente inverdindosi. Niente più rosso, qualche macchia arancione. Comprende parte dell’Asia (compresa la Cina), l’Africa (compresa Algeria, Libia e Mali), il Medio Oriente e l’Australia.

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In tutto il mondo, le decisioni sui dispositivi sanitari seguono la curva delle infezioni, che sono in diminuzione nella maggior parte dei paesi. È il caso della Grecia, che sceglie anche di sospendere alcune delle sue restrizioni, con l’avvicinarsi della stagione turistica. Dal 1 giugno non è più obbligatorio indossare la mascherina, tranne che nei trasporti e nelle strutture sanitarie.

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Altri paesi europei, anche se meno colpiti, preferiscono prolungare l’uso della mascherina. In Austria l’obbligo di indossarlo resta nei luoghi pubblici, al lavoro, nei trasporti e nei servizi di ristorazione. Anche in Italia i volti rimarranno coperti nelle scuole fino alle vacanze estive, così come nei luoghi di svago al chiuso. Nella maggior parte degli altri paesi, come in Francia, l’uso della mascherina resta consigliato, anche obbligatorio, nelle strutture sanitarie e per il personale infermieristico.

L’Asia e il Nord Africa stanno ancora sperimentando una significativa circolazione del virus. In Algeria in particolare, dove le autorità mantengono il divieto di assembramenti e mercati, il rispetto delle distanze di sicurezza e l’uso delle mascherine sulle strade pubbliche.

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Aree ad accesso controllato

La maggior parte dei paesi ha abolito l’obbligo del pass sanitario e del pass vaccinale. Attenzione, però, che diversi governi preferiscono delegare queste prerogative a istituzioni locali o datori di lavoro privati. In Australia, zona ancora classificata “arancione” dalla Francia, il controllo o meno dei certificati di vaccinazione resta, ad esempio, soggetto alla valutazione dei vari territori.

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I viaggi all’estero rimangono strettamente controllati e talvolta condizionati alla presentazione di test negativi. Diversi paesi impongono ancora un isolamento di due settimane per i cittadini stranieri, come la Russia, anch’essa classificata come “arancione”. Informazioni sulle misure in essere all’estero sono reperibili sui siti web delle varie ambasciate o su quello del Ministero degli Affari Esteri.

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