I minori di età compresa tra 12 e 17 anni vittime di stupro possono abortire in Messico senza l’autorizzazione dei genitori o giudiziaria, ha stabilito martedì 24 maggio la Corte Suprema del Paese, dichiarando costituzionale una norma che garantisce questo diritto.

“In caso di stupro, nessun bambino può essere costretto a fare la madre, né dallo Stato, né dai suoi genitori o tutori”, ha giustificato il presidente della Corte suprema, Arturo Zaldívar, durante una sessione plenaria dell’istituzione. La Corte ha così respinto i ricorsi decisi dagli stati della Baja California e di Aguascalientes contro una transazione decisa dal governo messicano nel 2009.

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L’aborto depenalizzato in un quarto degli stati messicani

Questa norma, tuttora in vigore, obbliga gli ospedali pubblici a praticare un aborto sulle donne vittime di stupro che ne fanno richiesta dopo aver semplicemente giurato di dire la verità. I minori di 12 anni, invece, devono avere l’autorizzazione dei genitori.

La Suprema Corte ha già emesso diverse sentenze a favore del diritto all’aborto. Otto dei trentadue stati del Messico hanno depenalizzato l’aborto, ma nel settembre 2021 la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali diverse leggi statali messicane che vietano l’aborto, consentendolo di fatto a livello nazionale.

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