Elemento importante della legge contro i rifiuti difesa dal governo francese, l’indice di riparabilità vedrà ampliato il suo campo d’azione. Questo indice è apparso il 1 gennaio 2021. Il suo scopo è convincere i consumatori a interessarsi alla durata dei loro dispositivi.

Inizialmente copriva solo cinque tipologie di prodotti: televisori, laptop, smartphone, lavaporta e tosaerba. Mercoledì 4 maggio, diversi decreti pubblicati nel Giornale ufficiale ha ufficializzato la sua estensione ad una serie di nuovi prodotti: lavatrici a carica dall’alto, lavastoviglie, aspirapolveri e idropulitrici.

→ SPIEGAZIONE. Il governo vuole promuovere l’indice di riparabilità

Entro sei mesi, quindi a novembre 2022, i produttori dovranno esporre questo indice sui prodotti in queste categorie messi in vendita. L’associazione HOP (Halte à l’obsolescenza programmata), che ha partecipato allo sviluppo dell’indice di riparabilità, ha indicato in un comunicato stampa “benvenuta questa estensione” mentre invita “continua il lavoro di ampliamento includendo più oggetti di uso quotidiano”. L’associazione cita in particolare gli stampatori.

60% dei dispositivi riparati entro il 2025

All’origine di questo indice, un dato allarmante: nel 2020 solo il 40% dei dispositivi elettrici ed elettronici guasti viene riparato. Una cifra che il governo vuole portare al 60% entro il 2025, consultando i principali attori (produttori, distributori, associazioni dei consumatori).

L’indice si presenta come un punteggio su 10, risultante da cinque criteri: la disponibilità della documentazione, la possibilità di smontaggio, la disponibilità dei pezzi di ricambio, il loro prezzo e un criterio finale specifico per ciascuna categoria di attrezzatura.

Consumo: 2022, anno di riparabilità?

Questi cinque criteri contribuiscono in egual modo allo sviluppo del voto finale. Questa metodologia è considerata “traballante” dall’associazione UFC-Que Choisir, la quale si rammarica che il metodo di calcolo non tenga conto della maggiore o minore importanza di ciascun criterio.

Secondo le griglie di punteggio stabilite dal Ministero della Transizione Ecologica, i produttori devono quindi assegnare un punteggio a ciascun dispositivo venduto. Devono inoltre esporlo sia in negozio che sui siti di e-commerce. Questo indice deve consentire al consumatore, al momento dell’acquisto, di confrontare i diversi articoli in base alla loro capacità di essere riparati dall’utente o da un professionista.

Verso un indice di sostenibilità

Questo indice di riparabilità è destinato ad evolversi per diventare, entro il 2024, un indice di durabilità più completo, che corrisponde a un progetto europeo. Secondo l’associazione HOP, “questo nuovo indice deve essere sufficientemente ambizioso da garantire ai consumatori un’informazione che rifletta la reale durabilità degli oggetti”. L’ambizione è valutare la reale capacità di un prodotto di durare nel tempo, in base alla sua affidabilità e alla sua capacità di evolversi.

Nel frattempo, la presenza dell’indice di riparabilità sui prodotti può essere oggetto di controlli dal 1 gennaio 2022, anche se diverse associazioni deplorano l’inefficacia di quest’ultimo.

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