“Il mercato immobiliare sta affrontando sfide senza precedenti. Garantire che le tasse sugli alloggi siano eque ed efficaci è più importante che mai”, spiega Pascal Saint-Amans, direttore del ramo fiscale dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). È con questa premessa che si apre la relazione sulla tassazione immobiliare pubblicata il 21 luglio da questo ente.

Sfide crescenti

La quota sempre crescente delle residenze principali nella ricchezza delle famiglie, il 50% in media nell’OCSE, ne fa un elemento cardine della vita dei cittadini.

Ma i prezzi, ancora in aumento, acuiscono le disuguaglianze abitative: i più ricchi e i più anziani detengono una quota “sproporzionato” alloggi, a scapito dei più giovani e dei più modesti. “Sebbene le tasse sugli alloggi svolgano già un ruolo importante nei paesi dell’OCSE, c’è spazio per migliorarne l’efficienza, l’equità e le entrate potenziali”, sottolinea il rapporto.

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Tasse sulle plusvalenze, non sulle transazioni

Inoltre, se sono una fonte affidabile di entrate per le amministrazioni a causa della loro base, le tasse sulla proprietà come l’imposta sulla proprietà “fare affidamento su valori catastali obsoleti, che indeboliscono notevolmente il loro potenziale di mobilitazione delle entrate”. Il rapporto sottolinea che queste tasse non hanno tenuto il passo con l’aumento dei prezzi degli immobili dagli anni ’60. L’OCSE suggerisce che queste tasse “affidati ai valori di mercato”il che implica “valori catastali regolarmente aggiornati”.

Al contrario, l’organizzazione suggerisce di ridurre le tasse sulle transazioni immobiliari per facilitare l’accesso al mercato, nonché la mobilità residenziale e professionale.

Lo sottolinea l’OCSE “la maggior parte dei paesi esenta totalmente le plusvalenze realizzate sulla vendita della residenza principale” e gli economisti lo notano “le esenzioni illimitate offrono vantaggi significativamente maggiori alle famiglie più ricche”. Propongono quindi di tassare, al di sopra di una certa soglia, le plusvalenze sulle residenze principali e sistematicamente quelle sulle residenze secondarie.

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Effetto rimbalzo

Altro provvedimento criticato dall’OCSE, la possibilità per i proprietari che hanno contratto un prestito di acquisire la residenza principale, di detrarre gli interessi dalla base imponibile. Questa misura – presente in 26 dei paesi membri – dovrebbe facilitare l’accesso alla proprietà ma è qualificata come “regressivo e inefficace” : la misura tende, al contrario, a far comprare case più costose e, in definitiva, a far salire i prezzi.

Infine, l’istituzione chiede “mirare meglio gli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica”.

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