► Perché Boris Johnson vuole rivedere il protocollo nordirlandese?

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha programmato di presentare un disegno di legge al Parlamento questo lunedì, 13 giugno, per riformare il regime doganale nell’Irlanda del Nord, così difficile da negoziare al momento della Brexit. Vuole quindi dare soddisfazione agli unionisti dell’Irlanda del Nord, che rifiutano qualsiasi barriera tra la Gran Bretagna e il loro territorio e quindi non sono soddisfatti della situazione attuale.

Oggi l’Irlanda del Nord beneficia di un regime specifico: ha un piede nell’Unione Europea e un altro nel Regno Unito. Infatti, la pace in Irlanda del Nord tra unionisti e repubblicani è stata raggiunta nel 1998, in particolare grazie alla libera circolazione tra il nord e il sud dell’isola dovuta al fatto che l’Irlanda, come la Gran Bretagna, apparteneva al mercato unico.

Per non ricreare un confine, pur tutelando l’accesso al mercato europeo, l’accordo Brexit ha quindi deciso che l’Irlanda del Nord potrebbe rimanere nell’area doganale europea, mentre sarebbero introdotti controlli doganali per le merci in entrata, anche dall’isola di Gran Bretagna .

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► Qual è lo scopo della riforma?

Il primo ministro britannico ritiene che l’Unione europea abbia un’applicazione troppo rigorosa dell’accordo Brexit. Dice che vuole introdurre dei cambiamenti “relativamente semplice” nella normativa vigente: vuole creare a “corridoio verde”, che permetterebbe l’ingresso incontrollato delle merci britanniche destinate all’Irlanda del Nord mentre quelle che transitano in questo territorio ma destinate al mercato europeo sarebbero comunque soggette ai controlli e alle tasse corrispondenti alla normativa europea.

Il cambiamento dovrebbe convincere gli unionisti a tornare all’esecutivo locale. Hanno infatti rifiutato per diversi mesi di sedere nel governo dell’Irlanda del Nord per sottolineare la loro opposizione al protocollo.

Quali possono essere le conseguenze di una revisione dell’accordo?

Una revisione del protocollo preoccupa i repubblicani nordirlandesi, minaccia di provocare tensioni con l’Irlanda e ritorsioni commerciali da parte dell’Unione Europea. Il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney ha parlato con la sua controparte britannica, Liz Truss, lunedì 13 giugno e si è rammaricato del fatto che la telefonata sia durata solo dodici minuti. Riteneva che una revisione del protocollo potesse farlo “danneggia gravemente le relazioni tra Irlanda e Regno Unito”. Secondo lui, la riforma violerà “Impegni britannici in termini di diritto internazionale”.

Il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic ha assicurato da parte sua che l’UE aveva proposto soluzioni, ma si rammarica “un’azione unilaterale che lede la fiducia reciproca”.

Il ministro britannico, tuttavia, ha tenuto duro e ha indicato che il Regno Unito è rimasto pronto a negoziare con l’Unione europea, ma che il governo britannico “non vedo l’ora” per risolvere il problema dell’Irlanda del Nord.

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