“Sono state elezioni storiche. Un’elezione per un vero cambiamento. Condurrò la squadra dello Sinn Féin a Stormont (il Parlamento irlandese, ndr) Lunedì, pronto a far partire subito l’esecutivo. Mettere i soldi nelle tasche delle persone. Investi nei nostri servizi sanitari. E per costruire un futuro migliore per tutti. »

Il tweet accompagnato da un selfie mostra una radiosa Michelle O’Neill, questa notte elettorale a Belfast che ha regalato ai nazionalisti nordirlandesi due grandi vittorie: quella storica dell’ascesa al potere del Sinn Féin – ex vetrina politica del gruppo paramilitare Irish Republican Army (IRA) nell’Ulster – e quella di una donna nazionalista di 45 anni, per la prima volta primo ministro.

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Fornirò una leadership inclusiva, che celebri la diversità, che garantisca diritti e uguaglianza a coloro che sono stati esclusi, discriminati o ignorati in passato”, lei ha aggiunto.

Legittimo agli occhi dei nazionalisti

Questo volto sorridente nasconde una determinazione forgiata in una famiglia cattolica irlandese segnata dai Troubles (la guerra trentennale tra cattolici e protestanti che, dal 1969 al 1998, fece 3.480 vittime). Suo padre, Brendan Doris, un ex membro dell’IRA, ha scontato una pena detentiva. Suo zio, Paul Doris, era a capo del Comitato Noraid, responsabile della raccolta di fondi per l’IRA negli Stati Uniti. Infine, due cugini dei suoi combattenti dell’IRA sono rimasti uno ferito, l’altro ucciso dalle forze di sicurezza britanniche. Una vera legittimità agli occhi dei nazionalisti.

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Poi c’è la donna che ha fatto una campagna sui problemi quotidiani che riguardano l’uomo e la donna comuni: il miglioramento dei servizi sanitari in Irlanda del Nord, la crisi abitativa e il costo della vita, in un contesto di inflazione galoppante, prendendo di mira gli elettori di centro e astenendosi dal parlare dei sensibili oggetto: la riunificazione dell’Irlanda. Sulle questioni sociali, non c’è dubbio che sia anche legittimo.

Cresciuto in una famiglia operaia

Michelle O’Neill è cresciuta a Clonoe, un piccolo villaggio nella contea di Tyrone, nell’Irlanda del Nord, in una famiglia operaia, i Doris. A 16 anni, mentre era ancora a scuola, rimase incinta. Il padre è assente, sospirano le insegnanti della scuola cattolica in cui studia, ma la sua famiglia è lì, la circonda e la sostiene prendendosi cura della sua piccola, Saoirse, il tempo per farle gli esami. Paula Sweeney, una delle sue amiche intervistata dal quotidiano britannico Il guardianoricordare : “Sapevo che sarebbe arrivata lì. Lei ha fegato. Si è educata, ha lavorato sodo e non ha mai smesso. »

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Aveva 21 anni quando i successivi cessate il fuoco dell’IRA hanno aperto la strada ai negoziati e alla firma dell’accordo di pace del Venerdì Santo nel 1998. Suo padre è eletto nel comune di Dungannon. Gli è succeduta dal 2005 al 2011. È stata poi sindaco di Dungannon e South Tyrone dal 2010 al 2011. A quel tempo, è stata notata da Martin McGuinness, ex capo di stato maggiore dell’IRA, che era diventato una delle figure di spicco della Sinn Féin al fianco di Gerry Adams e artefice del processo di pace. La spinge a diventare un membro dell’assemblea del Sinn Féin dove presiede il comitato responsabile per le questioni educative.

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Martin McGuinness il suo mentore

Nel frattempo, Michelle O’Neill si è sposata e ha dato alla luce il suo secondo figlio. La sua carriera politica continua. Nel 2011 è stata nominata prima Ministro dell’Agricoltura, poi Ministro della Salute da Martin McGuinness, che ha poi condiviso il potere con Ian Paisley del DUP (Partito Unionista Democratico).

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Al funerale del 2017 nella città di Derry del suo mentore McGuinness, ha aiutato a trasportare la sua bara. Il partito poi in piena revisione vuole cambiare la sua immagine e fare piazza pulita del passato violento che ancora nell’immaginario collettivo lo associa all’IRA. Chi meglio di una donna, giovane, dall’innegabile carisma, con una forza lavoro riconosciuta, può prendere le redini del Sinn Féin? Michelle O’Neill diventa la leader del partito in Ulster nel 2017, mentre nella Repubblica d’Irlanda, parte meridionale dell’isola, nella stessa strategia di rinnovamento, lo Sinn Féin nomina un’altra donna, Mary Lou McDonald, a rappresentarlo in il Parlamento di Dublino. Una strategia redditizia, poiché quest’ultima potrebbe anche diventare la prossima taoiseach (Primo ministro).

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