lunedì, Settembre 26, 2022
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Perché Israele sta seducendo di nuovo l’Africa

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Gli Accordi di Abraham non hanno ancora due anni – il primo è stato firmato nell’agosto 2020 – ma ciò che gli scettici erano allora riluttanti ad analizzare come un importante cambiamento geopolitico e strategico è ora un argomento forte per la diplomazia israeliana. Dall’adesione del Sudan nell’ottobre 2020 e da quella del Marocco, nel dicembre dello stesso anno, gli accordi non riguardano più solo il Medio Oriente ma anche l’Africa. Da luglio 2020, Israele ha ottenuto lo status di osservatore presso l’Unione africana. Questa posizione (di cui beneficia anche l’Autorità Palestinese) ha suscitato polemiche durante il primo congresso post-covid dell’organizzazione, ad Addis Abeba nel febbraio 2022. Un recente simposio organizzato a Parigi dall’Ambasciata israeliana sul tema “ritorno in Africa” nelle parole di Yaïr Lapid, il ministro degli Esteri presente in videoconferenza, ha messo in luce i conflitti ufficiosi dell’immenso continente sulla questione palestinese, spesso nascosti sotto la lingua di bronzo dell’ideologia.

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