Emmanuel Macron ha scelto di giocare la carta di prossimità con i 500 soldati francesi schierati in Romania. Alla fine della giornata, martedì 14 giugno, si recherà alla base aerea di Mihail Kogalniceanu, vicino a Costanza, sulle rive del Mar Nero. Il capo dell’esercito prevedeva di dormire non lontano da lì, dopo aver mangiato un vassoio condiviso con i soldati. Il giorno successivo, il presidente rumeno Klaus Iohannis verrà ad incontrarlo, per una rassegna delle truppe.

Prima visita ai soldati francesi all’estero

Dal 28 febbraio, la Francia ha fatto della Romania la sua testa di ponte, subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe. I soldati francesi vi sono schierati nell’ambito della missione Aigle, composta principalmente dal 27° battaglione di cacciatori alpini di Annecy, dal 126° reggimento di fanteria di Brive, dal 4° reggimento di cacciatori di Gap e dal 93° reggimento di artiglieria di Varces.

Dal 9 marzo, 300 soldati belgi si sono uniti a questo “Battaglione di difesa collettiva”, e sarà sostituito quest’estate dai soldati olandesi. Insieme, hanno una forza di 43 carri armati e presto carri armati Leclerc. Un centinaio di uomini sono assegnati alla difesa terra-aria.

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Questa prima visita ai soldati francesi all’estero, dopo la rielezione dell’inquilino dell’Eliseo, si inserisce in un contesto tra due torri dove vuole essere un baluardo contro il “estremo” destra e sinistra, che “aggiungerebbe un disordine francese al disordine mondiale”.

L’occasione per distinguersi da parte della Nuova Unione Popolare Ecologica e Sociale (Nupes), arrivata testa a testa (oltre il 25%) con la coalizione Macronista Insieme!. In effetti, La France insoumise (LFI) e il PCF, a differenza dei loro alleati verdi e socialisti, sostengono la “ritiro immediato della Francia dal comando integrato della Nato e poi, a tappe, dall’organizzazione stessa”.

Voci su una visita a kiev

Emmanuel Macron ha anche programmato di visitare la Moldova mercoledì 15 giugno, in risposta all’invito del presidente Maia Sandu. La visita di un presidente francese non si vedeva in questo Paese da quella di Jacques Chirac nel 1998. D’altra parte, l’Eliseo non conferma le insistenti voci sulla stampa estera di una visita a kiev questo giovedì in compagnia del cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente italiano Mario Draghi. “Il presidente ha sempre detto che visiterà l’Ucraina a tempo debito. Per il momento sul tavolo ci sono diverse opzioni, ma nulla viene registrato. »

Il presidente dovrebbe, comunque, specificare il suo piano per partecipare a un’operazione di evacuazione dei cereali bloccati in Ucraina attraverso il porto di Odessa, mentre il Mar Nero è ostruito dalle mine russe.

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La questione dell’allargamento

Visitando o meno l’Ucraina, Emmanuel Macron ha molte questioni da discutere con i suoi omologhi rumeni e moldavi, a cominciare dalle questioni dell’allargamento. La Moldova, insieme a Ucraina e Georgia, chiede lo status di candidato per l’adesione all’UE. Un vertice dei Balcani occidentali è previsto per il 23 giugno, mentre Bucarest sostiene una rapida integrazione di questi paesi.

Infine, il 29 e 30 giugno si terrà a Madrid un vertice della NATO, con Finlandia e Svezia che si uniranno come orizzonte. Il presidente francese deve convincere sul suo progetto di “Comunità politica europea” proposto agli Stati che bussano alla porta dell’Ue in attesa di un’adesione che non potrebbe intervenire, secondo lui, prima “decenni”.

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