10 maggio 1981. Sale al potere François Mitterrand, con proposte largamente ispirate al Programma Comune di sinistra del 1972. Sono previste nazionalizzazioni di massa, l’età pensionabile a 60 anni, l’aumento del salario minimo e delle indennità, ecc. Riforme che saranno attuate fino alla svolta del rigore, a due anni dalle elezioni presidenziali.

La “Nupes” (Nupes), conclusa la scorsa settimana, tra i partiti di sinistra aggiorna il Programma comune e ne trae alcune idee: gli accordi firmati tra La France insoumise da un lato, il Il Partito Socialista (PS), Europe Écologie-les Verts (EELV) e il Partito Comunista (PCF) riguardano invece in particolare un aumento del salario minimo e il ritorno della pensione a 60 anni…

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Torna anche la tassa di solidarietà sul patrimonio (ISF): il programma del 1981 aveva portato alla creazione di una “tassa sulle grandi fortune”, che sarebbe diventata l’ISF nel 1988 sotto il governo di Michel Rocard. .

“Aspirazioni comuni”

“Difficile immaginare una politica di sinistra senza interventi sui minimi sociali, sul livello del salario minimo, sulle pensioni…”osserva Christophe Batardy, storico, autore del libro Il programma comune dell’Unione della Sinistra (1972-1977). “Sono aspirazioni comuni della sinistra redistributiva”sostiene Elie Cohen, economista del CNRS.

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“La grande differenza rispetto al 1981 è l’assenza di un progetto di nazionalizzazione su larga scala”osserva Christophe Batardy. “Lo scopo di queste nazionalizzazioni era quello di sviluppare la produzione, necessaria per sostenere l’aspetto sociale del Programma Comune”, ricorda Philippe Herzog, membro del Partito Comunista e coautore del programma 1972.

Il programma delineato da Nupes tace sull’argomento, mentre i progetti presidenziali di partiti come LFI ed EELV delineavano proposte a favore della reindustrializzazione: solo deviazioni contro “orientamenti produttivisti e neoliberisti” economia.

“L’accordo mette in discussione l’evoluzione del PS, quella di un discorso non più confinato alla redistribuzione della ricchezza ma che è anche interessato alla creazione di valore”sottolinea anche Elie Cohen, che cita in particolare la legge El Khomri sulla liberalizzazione del mercato del lavoro e la creazione del credito d’imposta per la competitività e l’occupazione (CICE).

Ecologia al potere

Più che un programma di nazionalizzazioni, pur presenti nell’accordo siglato tra LFI e PCF, ma non ripreso in questi termini dalle altre formazioni politiche, gli alleati si stanno concentrando sulla “progettazione ecologica” fare del greening la bussola delle politiche pubbliche.

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Nel 1981 la parola “ecologia” non compare nelle proposte sgranate da François Mitterrand. Solo il “equilibri naturali”, premiato con tre vaghe proposte alla fine del programma. D’altra parte, l’energia nucleare era già oggetto di dibattito: il programma del 1981 prevedeva di presentare la continuazione del nucleare “referendum”, quando la nuova coalizione ha lottato per concordare l’eliminazione graduale dell’energia nucleare.

Frexit

Altra differenza notevole: la questione europea. “Jean-Luc Mélenchon accetta di mettere a repentaglio la costruzione europea, di affrancarsi dalle regole, in particolare di bilancio, che porterebbero di fatto a una Frexit”, sottolinea Elie Cohen.

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Lontano dalla sfiducia ora manifestata dalla nuova coalizione, il programma 1981 da parte sua ha mostrato un attaccamento intransigente all’UE, come dimostra l’undicesima proposta. “Mercato Comune: ulteriore democratizzazione delle sue istituzioni e immediata attuazione delle sue disposizioni sociali. »

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