“Se Wagner commette abusi in Mali, lo documenteremo come abbiamo fatto nella Repubblica Centrafricana e presenteremo la nostra indagine all’Onu”affermato a La Croce uno degli stretti collaboratori del Segretario Generale a gennaio.

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Non ci volle molto perché le Nazioni Unite esaminassero i crimini attribuiti a questo gruppo di mercenari russi in Mali. Il 5 marzo la missione di pace delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) ha aperto un’indagine su una strage compiuta nel comune rurale di Diabaly, nei pressi del circolo di Niono (non lontano dal confine mauritano, nella provincia di Ségou). Secondo diverse fonti concordanti, 38 persone sono state uccise in questo massacro, principalmente Fulani, il 2 marzo.

I loro corpi torturati e bruciati sono stati ritrovati dalla popolazione non lontano da un campo dell’esercito maliano (Fama) dove sarebbero stati inviati i sospetti arrestati in questo distretto, infiltrato dai jihadisti dal 2012. Questa base ospiterebbe anche diversi soldati “bianchi” .non parla francese, secondo i testimoni. Presenza molto probabile poiché da dicembre diverse centinaia di mercenari russi di Wagner sono stati impegnati a fianco delle truppe maliane. La giunta insiste dal canto suo nel negare l’impegno di questi mercenari, preferendo evocare la presenza di istruttori dell’esercito russo.

Wagner nella linea di vista

Comunque sia, i soldati russi stanno pattugliando bene con la Fama, partecipando ad azioni di combattimento e occupando i diritti di passaggio francesi ceduti a Bamako alla fine del 2021, come quello di Timbuktu. E il loro coinvolgimento nella strage del 2 marzo sembra attestato dal Minusma, afferma il settimanale Giovane Africa che ha potuto consultare la sua indagine prima che fosse resa pubblica. In risposta a questa accusa, l’esercito maliano ha categoricamente negato questa informazione, ritenendo che lo fosse “probabile per screditare la Fama”.

Se il coinvolgimento di Wagner in queste stragi non è ancora stato accertato con certezza, la realtà degli abusi commessi dalla Fama non lascia dubbi agli osservatori. Ultima prova, l’inchiesta della Ong Human Rights Watch (HRW) pubblicata il 15 marzo: su 105 civili uccisi nel centro e sud-ovest del Mali da dicembre 2021, almeno 71 sarebbero stati uccisi dalle forze governative. Tra questi abusi, quello del 2 marzo: “Soldati avrebbero eseguito esecuzioni extragiudiziali contro almeno 35 sospetti i cui corpi carbonizzati sarebbero stati trovati vicino alla frazione di Danguèrè Wotoro, nella regione di Ségou”nota HRW prima di specificare: “Questa è l’accusa più grave che coinvolge membri dell’esercito governativo dal 2012”.

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Sono terribili le esecuzioni extragiudiziali, le torture, i saccheggi, gli incendi, i furti, gli abusi della Fama segnalati dalla Ong. Se HRW non nomina mai Wagner in modo esplicito, i testimoni evocano, tuttavia, la presenza di “soldati bianchi che parlavano una lingua che non avevo mai sentito” nei luoghi in cui sono stati commessi questi abusi, in particolare nel campo militare di Diabaly dove diversi sospetti sono stati torturati e sono scomparsi.

Mauritani vittime di Wagner

Queste stesse accuse si ritrovano nel caso di civili mauritani dispersi in Mali dall’inizio dell’anno. Diverse decine di loro sarebbero state uccise, in particolare sul lato della foresta di Wagadou, al confine con la Mauritania: una zona in cui ci sono jihadisti e dove la Fama ei loro “istruttori russi” pattugliano.

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L’8 marzo il ministero degli Esteri mauritano ha accusato l’esercito maliano “delitti ricorrenti contro i cittadini”. E secondo i media mauritani, la Fama circola con i soldati di Wagner dove sono stati commessi questi crimini. In almeno un caso, ne hanno feriti diversi, come riporta il sito mauritano Sahara Media: “Gli elementi di Wagner hanno sparato immediatamente, sotto gli occhi dei sei mauritani, prima che i soldati maliani richiamassero la loro attenzione sul fatto che erano civili pacifici. »

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Wagner in Africa

Il 23 dicembre 2021 una quindicina di potenze occidentali coinvolte nella lotta anti-jihadista in Mali hanno denunciato il dispiegamento di mercenari del gruppo Wagner nel Paese. Per l’Eliseo, questo schieramento lo sarebbe “incompatibile” con il mantenimento della forza Barkhane.

In risposta, la giunta maliana nega qualsiasi coinvolgimento di Wagner ed evoca la cooperazione militare con la Russia.

Il 14 febbraio Jean-Yves Le Drian afferma al canale France 5 che un migliaio di mercenari del gruppo russo Wagner sono ora in Mali.

Wagner è presente anche in Africa, Libia, Centrafrica, Sudan e Mozambico. Sarebbe presente anche in Zimbabwe, Angola, Madagascar, Guinea e Guinea-Bissau.

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