Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto pronto a incontrare il leader russo Vladimir Putin in Turchia, indicando nel presidente turco Recep Tayyip Erdogan una possibile figura di facilitazione. L’apertura è stata espressa domenica 1 novembre, mentre i contatti finora avviati tra Mosca e Kiev non hanno portato alla fine della guerra.
Il dialogo diretto tra i presidenti
Secondo Zelensky, un confronto ai massimi livelli sarebbe necessario perché alcune questioni restano irrisolte nei colloqui condotti dalle delegazioni e dai gruppi tecnici. Il presidente ucraino ha sostenuto che un incontro diretto potrebbe consentire di affrontare quei punti con l’intervento dei responsabili delle decisioni politiche.
«Ecco perché voglio incontrarlo in veste di responsabile delle decisioni».
La proposta prevede che la Turchia ospiti il possibile vertice. Ankara è già stata indicata da entrambe le parti, in precedenti fasi della guerra, come sede di contatti diplomatici. In questa nuova iniziativa, Zelensky ha attribuito a Erdogan un possibile ruolo nel favorire l’avvio o la prosecuzione dei negoziati.
Cessate il fuoco e meccanismi di verifica
Tra i temi che Kiev vorrebbe portare al tavolo ci sarebbe innanzitutto il cessate il fuoco lungo la linea del fronte. Zelensky ha inoltre indicato la necessità di definire un sistema per controllare il rispetto degli eventuali accordi, così da verificare sul terreno l’osservanza della tregua.
- cessate il fuoco lungo la linea del fronte;
- un meccanismo per monitorare il rispetto degli accordi;
- garanzie di sicurezza per l’Ucraina;
- ricostruzione del Paese e dei territori colpiti dalla guerra.
Nel quadro indicato dal presidente ucraino rientrerebbero anche le garanzie di sicurezza, la ricostruzione dell’Ucraina e la questione dei territori. Si tratta di dossier che, nella posizione espressa da Kiev, dovrebbero essere affrontati in un eventuale confronto politico tra i due leader e non soltanto nelle riunioni tra funzionari.
Il limite posto da Kiev sulle concessioni territoriali
Zelensky ha ribadito che l’Ucraina non accetterebbe le richieste attribuite a Putin di cedere il Donbass e di riconoscere la Crimea come territorio russo. Il presidente ucraino ha spiegato che concessioni di questo tipo sarebbero incompatibili con la Costituzione dell’Ucraina. L’apertura al dialogo, quindi, è stata accompagnata dalla conferma dei limiti negoziali indicati da Kiev sulle questioni territoriali.
La proposta arriva mentre la guerra prosegue e i precedenti contatti non hanno prodotto un accordo conclusivo. L’eventuale incontro in Turchia dovrebbe perciò concentrarsi sia sulla sospensione delle ostilità sia sulle condizioni per verificare gli impegni e affrontare i nodi politici ancora aperti.