Nel 2024 l’economia non osservata in Italia ha raggiunto un valore di 218,2 miliardi di euro. La stima è contenuta nell’ultimo rapporto Istat sull’economia non osservata, pubblicato il 16 ottobre 2026 e riferito al periodo 2021-2024. Il dato comprende attività che sfuggono, in tutto o in parte, alla rilevazione statistica e fiscale ordinaria.
Rispetto al 2023, quando il valore stimato era di 217,6 miliardi, l’incremento è stato di circa 600 milioni di euro. Nello stesso tempo, però, il peso dell’economia non osservata sul prodotto interno lordo è diminuito. La spiegazione indicata nell’analisi è legata alla diversa velocità di crescita: nel 2024 il Pil a prezzi correnti è aumentato del 3,2 per cento, mentre l’economia non osservata è cresciuta dello 0,3 per cento.
Le principali componenti
Il fenomeno non coincide soltanto con il lavoro nero o con l’evasione fiscale. Una parte rilevante è costituita dalla sotto-dichiarazione, cioè dal valore aggiunto collegato a ricavi o costi dichiarati in modo non corretto da imprese e lavoratori autonomi. Nel 2024 questa componente ha raggiunto 107,6 miliardi di euro, quasi la metà dell’intero aggregato stimato.
- Sotto-dichiarazione: 107,6 miliardi di euro nel 2024;
- Lavoro irregolare: 80,3 miliardi di euro;
- Attività illegali: 19,8 miliardi di euro.
Il lavoro irregolare ha registrato l’aumento più marcato tra i valori riportati: dai livelli del 2023 è salito di 3,1 miliardi di euro, con una variazione del 3,9 per cento. La stima misura il valore aggiunto prodotto da rapporti di lavoro non regolari e lo considera separatamente dalla sotto-dichiarazione delle attività economiche.
Le attività illegali sono state invece valutate dall’Istat in 19,8 miliardi di euro, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente. Anche questa componente rientra nel calcolo complessivo dell’economia non osservata, insieme alle attività produttive regolari ma non rilevate correttamente sotto il profilo dei ricavi, dei costi o del lavoro impiegato.
Il confronto tra valori assoluti e incidenza sul Pil
Il rapporto tra il valore dell’economia non osservata e il Pil può quindi muoversi in direzioni diverse rispetto agli importi espressi in euro. Nel 2024 l’aggregato è cresciuto in termini assoluti, ma la sua incidenza si è ridotta perché il prodotto interno lordo nominale è aumentato più rapidamente. I dati sono calcolati a prezzi correnti e non eliminano l’effetto dell’inflazione.
La dinamica descritta dall’Istat restituisce così due elementi distinti: da una parte una diminuzione del peso relativo sul Pil, dall’altra un’economia non osservata che continua ad avere un valore superiore a 218 miliardi di euro. Il lavoro irregolare, in particolare, è tornato a crescere nel 2024 dopo il confronto con l’anno precedente.