Lavoro

Ex Ilva, dalla manovra 15 milioni per la cassa integrazione nel 2027

Il disegno di legge di Bilancio stanzia 358,6 milioni per prorogare gli ammortizzatori sociali. La quota destinata al gruppo Ilva riguarda 1.497 lavoratori e comprende anche la formazione professionale.

Ex Ilva, dalla manovra 15 milioni per la cassa integrazione nel 2027
©Illustrazione IA Gianluca Penasa / Oggiurnal

Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 prevede 358,6 milioni di euro per prorogare gli ammortizzatori sociali destinati alle aree di crisi industriale e alle imprese in difficoltà. Una parte delle risorse è riservata alla crisi dell’ex Ilva: 15 milioni di euro sono destinati alle società del gruppo in amministrazione straordinaria, con l’obiettivo di assicurare la continuità del sostegno al reddito e finanziare percorsi di formazione professionale.

La misura per i lavoratori del gruppo

La disposizione è contenuta nell’articolo 46 della manovra. Secondo la relazione tecnica, i beneficiari della cassa integrazione straordinaria saranno 1.497 lavoratori: 1.440 dipendenti di Ilva, 49 di Sanac e 8 di Taranto Energia. La formazione prevista dalla norma è collegata anche alle attività legate alla gestione delle bonifiche.

  • 1.440 lavoratori di Ilva;
  • 49 dipendenti di Sanac;
  • 8 lavoratori di Taranto Energia.

Il finanziamento arriva mentre la crisi del polo siderurgico coinvolge anche attività collegate allo stabilimento e alla sua filiera. Tra queste rientrano i servizi connessi ai trasporti marittimi, mentre per i dipendenti delle società del gruppo in amministrazione straordinaria la proroga degli strumenti di sostegno è legata alla prosecuzione dei percorsi di accompagnamento e riqualificazione.

Le altre risorse per le crisi industriali

La manovra destina inoltre 100 milioni alla proroga della cassa integrazione straordinaria in deroga nelle aree riconosciute dal ministero delle Imprese e del made in Italy come zone di crisi industriale complessa. Un’ulteriore dotazione di 100 milioni è prevista per le imprese che hanno cessato o cesseranno l’attività e devono gestire situazioni di esubero.

Nel quadro complessivo degli interventi figurano fino a 63,3 milioni di euro per l’integrazione salariale nelle imprese strategiche con almeno 1.000 dipendenti e con piani di riorganizzazione ancora in corso. Sono previsti anche 20 milioni per i lavoratori dei call center e altri 20 milioni per la cassa integrazione straordinaria legata alla cessazione dell’attività, per un periodo massimo di sei mesi quando esistano prospettive concrete di cessione dell’azienda o di riassorbimento occupazionale.

Completano il pacchetto 30 milioni per la mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, 9,3 milioni per l’esonero dal contributo addizionale e 1 milione destinato ai lavoratori delle aziende sequestrate o confiscate. Le misure sono inserite nel disegno di legge di Bilancio e riguardano la proroga degli strumenti di sostegno al reddito nel corso del 2027.

Gianluca Penasa
Gianluca IA Redattore Lavoro online

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