La manovra di bilancio interviene sul calendario di utilizzo dei crediti d’imposta del Superbonus riferiti alle spese sostenute nel 2023. Per le quote che derivano dalla cessione del credito o dallo sconto in fattura, il disegno previsto dal provvedimento stabilisce una nuova ripartizione in dieci rate annuali di pari importo. La modifica riguarda le compensazioni utilizzabili a partire dal 2027.
Che cosa cambia dal 2027
Il meccanismo riguarda i crediti che il contribuente non utilizza direttamente come detrazione, ma che sono stati trasferiti a un altro soggetto attraverso la cessione oppure riconosciuti sotto forma di sconto applicato dal fornitore. Le quote annuali interessate dalla nuova disciplina saranno distribuite su un arco temporale più lungo, dal 2027 al 2036, secondo la scansione prevista dalla legge di bilancio.
Restano fuori dalla modifica i crediti per i quali i contribuenti hanno già esercitato l’opzione per la fruizione in dieci anni. La disposizione, quindi, non si applica a chi ha già scelto quella modalità di ripartizione: l’intervento è rivolto alle quote ancora soggette al diverso calendario di compensazione indicato dalla manovra.
- Spese interessate: quelle sostenute nel 2023 e collegate a crediti derivanti da cessione o sconto in fattura;
- Nuova durata: dieci rate annuali di pari importo;
- Decorrenza: utilizzo delle quote secondo il nuovo calendario a partire dal 2027;
- Esclusione: i crediti già ripartiti volontariamente in dieci anni.
L’ammontare indicato nella relazione tecnica
La relazione tecnica collegata alla manovra stima in 20.537 milioni di euro le compensazioni coinvolte dalla modifica. Il provvedimento prevede che una parte sia utilizzata nel 2027, mentre il valore residuo venga distribuito tra il 2028 e il 2036. In questo modo il calendario delle compensazioni viene allungato per le quote interessate, senza intervenire sulle spese originarie che hanno generato i crediti.
La relazione precisa inoltre che la misura non produce effetti sul saldo dell’indebitamento netto. Gli effetti finanziari, si legge nella valutazione tecnica, sono già stati registrati nel 2023, cioè nell’anno in cui è stata sostenuta la spesa collegata ai crediti d’imposta.
Il quadro della manovra
La modifica si inserisce nel più ampio intervento della legge di bilancio sui bonus edilizi e sulla gestione dei crediti maturati negli anni precedenti. Per i titolari dei crediti coinvolti, l’aspetto operativo centrale è il passaggio a una fruizione decennale delle quote utilizzabili in compensazione. Il provvedimento dovrà seguire l’iter parlamentare previsto per la legge di bilancio prima di diventare definitivo.
La compensazione consente di utilizzare il credito fiscale per ridurre importi dovuti all’Erario, nei limiti e secondo le modalità previste dalla normativa. La nuova disciplina stabilisce dunque un diverso ritmo di utilizzo delle quote annuali relative alle spese del 2023, distinguendo la posizione di chi aveva già optato per la ripartizione in dieci anni da quella degli altri detentori dei crediti interessati.