L’esame del decreto scuola al Senato procede più lentamente rispetto al calendario previsto e l’approdo in Aula dovrebbe slittare di circa una settimana. La commissione Cultura non ha ancora concluso la votazione degli emendamenti e continuerà i lavori per tutta la settimana, con una nuova sessione prevista per martedì 3 novembre nel pomeriggio.
Il lavoro in commissione
Finora sono state esaminate poco meno di 100 proposte di modifica sulle 825 depositate complessivamente. I pareri sugli emendamenti, secondo quanto riferito, stanno arrivando con tempi rallentati. Le modifiche presentate dalla maggioranza sono 90, mentre quelle depositate dal centrosinistra sono oltre 700.
- 825 emendamenti complessivi depositati al Senato;
- poco meno di 100 quelli votati finora in commissione Cultura;
- scadenza per la conversione in legge: 29 novembre.
Tra gli emendamenti del centrosinistra ce ne sono anche tre comuni a più forze. Una delle richieste riguarda la soppressione dell’articolo 13 del decreto, che prevede dall’anno scolastico prossimo un limite alla presenza nelle classi degli alunni stranieri non nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia.
Le misure previste dal decreto
Il provvedimento interviene, tra gli altri aspetti, sulla composizione delle classi attraverso il tetto agli alunni stranieri e introduce il divieto di velo integrale. Il contenuto delle norme è al centro del confronto tra i gruppi parlamentari durante l’esame delle modifiche.
Il calendario parlamentare deve tenere conto di una scadenza ravvicinata: il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 29 novembre. Prima di quella data sarà necessario completare l’esame e il voto del Senato, oltre alla seconda lettura alla Camera.
Le ipotesi sull’iter
Se i lavori dovessero prolungarsi, il provvedimento potrebbe arrivare in Aula senza il mandato al relatore. In quel caso, il governo potrebbe chiedere il voto di fiducia. Si tratta di un’ipotesi legata all’andamento dei lavori e alla necessità di rispettare il termine di conversione.
Le votazioni in commissione proseguiranno dunque nei prossimi giorni. Il Senato dovrà definire il testo prima dell’esame in Aula, mentre il successivo passaggio alla Camera sarà necessario per completare l’iter parlamentare entro la scadenza prevista.