L’export italiano verso i Paesi extra Ue27 è diminuito dell’1,3 per cento a settembre 2026 rispetto ad agosto, mentre le importazioni sono aumentate dell’1,4 per cento. È la seconda contrazione mensile consecutiva delle vendite oltre i confini dell’Unione europea, dopo il calo registrato ad agosto. Le stime sono dell’Istat e riguardano l’interscambio commerciale con i mercati esterni all’Ue.
Il bilancio del terzo trimestre
Il dato mensile si inserisce in un trimestre ancora positivo. Tra luglio e settembre, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export è cresciuto del 3,0 per cento. L’incremento ha interessato tutti i raggruppamenti di beni considerati dall’Istat. Nello stesso periodo, invece, l’import ha registrato una diminuzione dell’1,6 per cento, legata soprattutto alla riduzione degli acquisti di beni di consumo non durevoli, scesi dell’11,9 per cento.
- A settembre le esportazioni sono aumentate del 5,4 per cento su base annua, dopo il +16,7 per cento di agosto.
- Le importazioni sono cresciute del 6,3 per cento annuo.
- Nel confronto mensile, le vendite di energia sono diminuite del 12,0 per cento e quelle di beni strumentali del 4,9 per cento.
Energia e beni intermedi sostengono la crescita annuale
La flessione di settembre rispetto ad agosto è stata determinata principalmente dalle minori vendite di energia e di beni strumentali. Aumentano invece le esportazioni di beni di consumo durevoli, con una variazione del 4,6 per cento, e quelle di beni di consumo non durevoli, salite dell’1,7 per cento. Le vendite di beni intermedi sono rimaste sostanzialmente stabili nel mese.
Nel confronto con settembre 2025, la crescita dell’export è stata trainata soprattutto dall’energia, aumentata dell’80,6 per cento, e dai beni intermedi, in progresso del 20,3 per cento. Sono salite anche le vendite di beni di consumo durevoli, del 4,0 per cento, e non durevoli, del 2,1 per cento. L’unico raggruppamento in diminuzione su base annua è quello dei beni strumentali, con un calo dell’8,7 per cento.
Sul lato degli acquisti dall’estero, l’incremento annuo dell’import ha coinvolto tutti i raggruppamenti, con l’eccezione dei beni di consumo non durevoli, diminuiti del 40,1 per cento. La crescita è stata particolarmente ampia per l’energia, salita del 68,9 per cento. Nel confronto mensile, gli acquisti di energia sono aumentati del 10,9 per cento e quelli di beni intermedi dell’1,6 per cento.
I mercati di destinazione
| Area o Paese | Export annuo a settembre |
|---|---|
| Svizzera | +38,1% |
| Cina | +31,4% |
| Turchia | +20,7% |
| Paesi Asean | +16,1% |
| Stati Uniti | -6,6% |
| Paesi Opec | -7,9% |
Tra i principali mercati, a settembre le esportazioni sono aumentate in modo marcato verso la Svizzera, la Cina, la Turchia e i Paesi Asean. Sono diminuite invece le vendite verso i Paesi Opec e gli Stati Uniti. Per le importazioni, gli incrementi annui più rilevanti hanno riguardato i Paesi Opec, con il 73,7 per cento, l’India, con il 66,7 per cento, i Paesi Mercosur, con il 45,1 per cento, e la Svizzera, con il 15,4 per cento. In calo gli acquisti dagli Stati Uniti, dalla Cina e dai Paesi Asean.