L’inflazione accelera e la crescita economica si ferma. A ottobre 2026 l’aumento dei prezzi al consumo ha raggiunto il 5,4 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in netto rialzo dal 4,2 per cento registrato a settembre. Il dato, rilevato dall’Istat, torna sui livelli dell’agosto 2023 ed è il più elevato da oltre tre anni.
Energia e trasporti trainano i rincari
La spinta maggiore è arrivata dalla divisione di spesa relativa ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili, i cui prezzi sono cresciuti del 18,7 per cento su base annua. L’andamento è stato sostenuto dalla componente energetica. Al secondo posto si collocano i trasporti, con un incremento del 9,3 per cento, mentre informazione e comunicazione ha segnato un aumento del 4 per cento.
| Voce | Variazione annua a ottobre 2026 |
|---|---|
| Inflazione generale | +5,4% |
| Abitazione, acqua, elettricità e combustibili | +18,7% |
| Trasporti | +9,3% |
| Alimentari e bevande analcoliche | +2,9% |
| Ristoranti e alloggi | +3,3% |
Gli aumenti più contenuti hanno riguardato abbigliamento e calzature, in crescita dello 0,7 per cento, e sanità e istruzione, entrambe all’1,3 per cento. I prezzi di ristoranti e alloggi sono saliti del 3,3 per cento, mentre alimentari e bevande analcoliche hanno segnato un incremento del 2,9 per cento. Per il 2026, l’inflazione acquisita è pari al 7,8 per cento per abitazione, acqua, elettricità e combustibili e al 5 per cento per i trasporti.
Prodotto interno lordo invariato tra luglio e settembre
Nello stesso periodo il Pil italiano è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Il confronto con il terzo trimestre del 2025 mostra invece una crescita dello 0,8 per cento, in rallentamento rispetto all’aumento annuo dell’1 per cento registrato nel secondo trimestre. Il risultato è stato rilevato nonostante il trimestre abbia avuto quattro giornate lavorative in più rispetto ai tre mesi precedenti e una giornata aggiuntiva rispetto allo stesso periodo del 2025.
«Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell’anno – commenta l’Istat – emerge una sostanziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente. In termini tendenziali, si registra invece una crescita dello 0,8%, in lieve rallentamento rispetto al +1,0% del trimestre precedente».
Dal lato dell’offerta, la variazione nulla del Pil è il risultato di dinamiche diverse tra i comparti: l’Istat stima un aumento del valore aggiunto nei servizi e nell’agricoltura, accompagnato da una diminuzione nell’industria. Dal lato della domanda, il contributo della componente nazionale al lordo delle scorte è stato positivo, mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo.
- Il dato sull’inflazione di ottobre è il più alto dall’agosto 2023.
- La componente legata alla casa e agli energetici registra l’incremento più ampio tra le divisioni di spesa.
- La stima preliminare del Pil combina la crescita dei servizi e dell’agricoltura con la flessione dell’industria.