Su TikTok il cibo non compare soltanto nelle ricette: hamburger ripresi in primo piano, dolci presentati come nuove tendenze, recensioni di ristoranti, sfide virali e video in cui gli influencer mostrano che cosa mangiano durante la giornata costruiscono un flusso continuo di stimoli. Uno studio pubblicato ad agosto sul Journal of Nutrition Education and Behavior ha esaminato il modo in cui questi contenuti vengono percepiti dagli adolescenti e il rapporto tra immagini viste sul social e desiderio di assaggiare o procurarsi gli alimenti mostrati.
Una ricerca qualitativa su quattro gruppi
Il lavoro è stato condotto quando la prima autrice, Adrianna N. Bell, lavorava alla School of Nursing dell’Università del Minnesota. Non si tratta di un’indagine rappresentativa dell’intera popolazione adolescenziale: i ricercatori hanno organizzato quattro focus group con 25 studenti di 15 e 16 anni, iscritti a una scuola superiore del Midwest degli Stati Uniti. Ai partecipanti è stato chiesto come usano TikTok, quali video sul cibo guardano, quali elementi li aiutano a decidere se fidarsi e quanto incidano le valutazioni dei genitori.
Il titolo dello studio, «I wanna try it so bad», richiama proprio la frase associata al desiderio di provare ciò che si è appena visto. Dalle discussioni emerge che la reazione non dipende da un solo elemento. L’aspetto del piatto, i commenti degli altri utenti, i suggerimenti dei creator e la curiosità alimentata dai trend possono concorrere a rendere più attraente un prodotto o un’esperienza gastronomica.
Il ruolo dei creator e della pubblicità
Nel materiale analizzato compaiono formati diversi, con livelli di affidabilità percepita altrettanto differenti:
- ricette e recensioni di ristoranti;
- sfide e tendenze virali legate al cibo;
- video «What Iêt in a day», dedicati ai pasti quotidiani di chi li pubblica;
- promozioni realizzate dagli influencer e pubblicità esplicite.
Gli adolescenti coinvolti hanno dichiarato di guardare con una certa diffidenza i contenuti sponsorizzati. Tuttavia, secondo quanto riferito nei focus group, la presenza di un volto familiare o considerato credibile può rendere il messaggio più convincente. Anche la popolarità di una tendenza ha un peso: sapere che molte persone stanno provando lo stesso alimento può alimentare la curiosità e spingere a partecipare.
Che cosa indicano i risultati
La ricerca descrive quindi un possibile legame tra esposizione ai contenuti alimentari e intenzione di mangiare, assaggiare o acquistare ciò che viene mostrato. Non misura però, attraverso un campione ampio o un monitoraggio dei comportamenti, quanto spesso questi desideri si traducano effettivamente in scelte alimentari. La natura qualitativa dell’indagine consente di raccogliere in profondità le esperienze raccontate dai ragazzi, ma non permette di estendere automaticamente le conclusioni a tutti gli adolescenti.
Lo studio prende in considerazione anche la funzione dei genitori. Le loro opinioni, insieme alla capacità dei ragazzi di valutare la credibilità di creator, commenti e messaggi promozionali, rientrano tra gli aspetti esplorati dai ricercatori. Il risultato restituisce così un quadro in cui il social agisce come un ambiente di scoperta alimentare: non soltanto una vetrina di prodotti, ma uno spazio nel quale immagini, approvazione degli utenti e dinamiche di gruppo possono contribuire a orientare l’interesse dei più giovani.