Istat: isole più esposte, aumento record dei periodi caldi
I dati provvisori pubblicati dall'Istat per il periodo 1° gennaio‑15 settembre 2026 indicano che la Sardegna è la regione italiana con il valore più alto dell'indice dei giorni consecutivi senza pioggia: 53 giorni. Al secondo posto figura la Sicilia con 41 giorni. Il confronto regionale mette in evidenza una maggiore esposizione delle due isole ai periodi di siccità.
Sul piano nazionale, l'Istat rileva un forte incremento dell'indice di durata dei periodi di caldo: il valore per il 2026 è pari a 75 giorni, il livello più elevato registrato dal 1991. Si tratta di un aumento di 38 giorni rispetto al 2025 e supera il precedente picco del 2003, quando l'indice aveva toccato 59 giorni.
- Giorni consecutivi senza precipitazioni (regioni): Sardegna 53; Sicilia 41.
- Indice nazionale di durata dei periodi di caldo (1/1-15/9/2026): 75 giorni, +38 rispetto al 2025.
- Confronti storici: record dal 1991; precedente picco a 59 giorni nel 2003.
L'Istat segnala inoltre che nel 2025 l'indice nazionale dei giorni consecutivi senza precipitazioni era sceso a 18 giorni, rispetto ai 23 giorni del 2024. Questi andamenti mettono in luce differenze temporali e territoriali nella distribuzione delle precipitazioni e nell'intensità dei periodi caldi.
I dati Istat rientrano nell'ambito del rapporto sul benessere equo e sostenibile e mostrano come, a livello nazionale, si sia accentuata la persistenza del caldo estivo. Il confronto con anni precedenti sottolinea la portata dell'aumento: il 2026 registra il valore più elevato dal 1991 per l'indice della durata dei periodi di caldo.
Le evidenze statistiche regionali e nazionali sono utili per valutare la vulnerabilità di territori e settori produttivi (agricoltura, gestione delle risorse idriche, ecosistemi) alle variazioni delle precipitazioni e alle ondate di calore. I responsabili delle pianificazioni ambientali e idriche, insieme agli enti locali delle regioni maggiormente interessate, utilizzano indicatori come quelli dell'Istat per orientare misure di adattamento e gestione delle emergenze idriche.
Le serie storiche e i confronti tra anni permettono inoltre di ricostruire tendenze che possono essere confrontate con altre banche dati climatiche e con studi sull'impatto del cambiamento climatico sul territorio italiano.