Nel parco archeologico delle mura messapiche di Manduria, in provincia di Taranto, gli scavi hanno portato alla luce una tomba dipinta con due iscrizioni in lingua messapica. La sepoltura, identificata come Tomba 17, conserva anche elementi che hanno spinto gli archeologi a formulare un’ipotesi: potrebbe essere appartenuta a una donna con importanti funzioni sacerdotali collegate al culto di Demetra.
L’interpretazione resta provvisoria. Per verificarla saranno necessari ulteriori studi epigrafici e iconografici, cioè l’analisi delle iscrizioni e delle immagini presenti nella sepoltura. I risultati delle campagne di scavo sono stati presentati il 29 ottobre 2026 nella sede della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.
La struttura della sepoltura
La tomba è stata scavata direttamente nella roccia e in origine era chiusa da tre grandi lastre di pietra. Proprio su questi elementi è stata riconosciuta una delle iscrizioni in messapico. Una seconda iscrizione, dipinta con pigmenti rossi e blu, si trova invece sulla faccia interna di una delle lastre di chiusura.
All’interno è rimasta una decorazione pittorica caratterizzata da motivi a meandro e da raffigurazioni interpretabili come una chiave di santuario e un thymiaterion, il bruciaprofumi impiegato nei rituali. La combinazione tra apparato decorativo, iscrizioni e oggetti di possibile uso cultuale è alla base dell’ipotesi sul ruolo della persona sepolta.
- Periodo: tra il IV e il III secolo avanti Cristo.
- Luogo: parco archeologico delle mura messapiche di Manduria.
- Reperti principali: due iscrizioni, una chiave di santuario e un thymiaterion.
Gli scavi nel parco archeologico
Le ricerche, finanziate dal ministero della Cultura, hanno interessato due aree del parco: quella della porta orientale e il settore meridionale. Oltre alla Tomba 17, gli archeologi hanno studiato complessivamente 24 sepolture, tutte databili tra il IV e il III secolo avanti Cristo.
Le indagini hanno inoltre restituito nuove informazioni sul sistema difensivo e sull’organizzazione urbana dell’antica città messapica. È stato individuato anche un antico tracciato stradale, un elemento che contribuisce alla ricostruzione della struttura dell’insediamento e dei suoi collegamenti interni.
La Tomba 17 si distingue quindi all’interno di una campagna più ampia, dedicata sia alla necropoli sia alla conformazione della città. Il significato delle due iscrizioni e il rapporto tra le immagini dipinte, gli oggetti rituali e il culto di Demetra saranno al centro dei successivi approfondimenti archeologici ed epigrafici.