Impatto della ondata di caldo estiva sul territorio e i dati disponibili
Tra giugno e agosto 2026 a Venezia si sono registrati 153 decessi attribuibili al caldo; secondo i dati anticipati da IrpiMedia, il 70 per cento di questi (circa 106 persone) è stato collegato agli effetti del cambiamento climatico. Le cifre si inseriscono in una valutazione più ampia, pubblicata su riviste scientifiche, che ha analizzato il fenomeno a livello europeo.
Lo studio, basato su un campione di 854 città europee, indica che nel 2026 il caldo ha provocato in Europa 50.391 decessi, dei quali 32.619 — pari al 65 per cento — sono stati considerati legati al riscaldamento globale provocato dalle attività umane. I ricercatori coinvolti nel lavoro comprendono team universitari e centri di ricerca, con contributi anche del dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari e di autorevoli istituti internazionali.
«Il caldo è un killer silenzioso. Sebbene il colpo di calore possa essere letale, la maggior parte dei decessi correlati al caldo avviene in modo indiretto: infarti, ictus e insufficienze respiratorie diventano più frequenti man mano che l'organismo si sforza di raffreddarsi» — Malcolm Mistry, coautore e professore assistente alla London School of Hygiene and Tropical Medicine.
Distribuzione per età e quadro nazionale
Nel confronto temporale nazionale lo studio segnala che, considerando il periodo 2000-2025 e una popolazione di riferimento di 17,2 milioni di abitanti, l'Italia ha avuto una media annua di 3.947 decessi in eccesso attribuibili al caldo. Di questi, il 57 per cento (circa 2.256 all'anno) è stato direttamente attribuito al riscaldamento globale indotto dalle attività umane.
La fascia più colpita è quella degli anziani: tra il 2000 e il 2025 si sono registrati oltre 165.000 decessi tra gli over‑85, il 58 per cento dei quali risulterebbe collegato agli effetti del cambiamento climatico. Peraltro, i dati evidenziano che anche fasce d'età più giovani sono colpite: nello studio sono stimati circa 6.000 decessi in persone sotto i 65 anni nelle aree urbane esaminate.
Elementi emersi dalla ricerca
- Le ondate di calore del 2026 hanno portato a un aumento marcato dei decessi nelle città europee analizzate.
- Una quota rilevante dei decessi attribuibili al caldo è riconducibile al contributo del riscaldamento globale di origine antropica.
- I gruppi più vulnerabili comprendono gli anziani, le persone con patologie pregresse e, in misura crescente, fasce di età più giovani nelle aree urbane.
I risultati citati derivano da ricerche pubblicate su riviste scientifiche specialistiche e da elaborazioni giornalistiche basate su tali studi; tra gli autori coinvolti è indicato anche il dipartimento di Economia dell'Università Ca' Foscari. Le cifre qui riportate sono quelle comunicate dagli studi e dalle analisi diffuse dagli organismi citati.
Il quadro complessivo conferma come le ondate di calore rappresentino un rischio sanitario rilevante in Europa e in Italia, con impatti differenziati sul territorio e sulle diverse fasce d'età.