La riduzione degli organici
Il disegno di legge di Bilancio trasmesso alla Camera prevede una nuova riduzione del personale della scuola pubblica a partire dall’anno scolastico 2027/2028. L’articolo 66 indica 4.925 posti in meno per i docenti e 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario. La diminuzione complessiva è quindi di 6.974 unità.
Il provvedimento interviene dopo i tagli già programmati con la legge di Bilancio 2025. Considerando gli interventi distribuiti sui tre anni scolastici compresi tra il 2025/2026 e il 2027/2028, i posti cancellati arriverebbero a quasi 15.000. Per l’anno scolastico 2025/2026 erano stati previsti 5.660 posti in meno per gli insegnanti; per il personale Ata, invece, la riduzione indicata per il 2026/2027 è di 2.174 posti.
La relazione finanziaria quantifica in 83,9 milioni di euro nel 2027 e in 251,7 milioni dal 2028 i risparmi collegati agli interventi sulla scuola. Le risorse, secondo il quadro della manovra, saranno destinate ad altri capitoli di spesa. Tra le motivazioni del ridimensionamento viene indicato anche il calo degli studenti legato alla denatalità.
Le reazioni di sindacati e opposizioni
La riduzione degli organici ha provocato la contestazione della Cgil e della Cisl, oltre alle critiche delle opposizioni. Il sindacato guidato da Maurizio Landini ha collegato il provvedimento al giudizio complessivo sulla legge di Bilancio e ha denunciato nuovi tagli alla scuola pubblica. La Cgil sostiene inoltre che la manovra non offra un sostegno adeguato alla maggioranza delle persone che vivono di salario o pensione.
«Il Parlamento può intervenire»
La dichiarazione è stata attribuita a Salvini, intervenuto sul confronto aperto intorno alle misure contenute nel testo. La legge di Bilancio deve ora affrontare l’iter parlamentare alla Camera, dove potranno essere presentati e discussi emendamenti.
Le altre misure per istruzione e servizi
Il testo prevede anche una riduzione del 25 per cento delle assunzioni nel 2027 destinate a sostituire il personale che andrà in pensione, con il ritorno al 100 per cento dal 2028. La misura, secondo quanto riportato nel provvedimento, non riguarda la scuola e quindi non si aggiunge ai tagli già indicati per docenti e Ata.
- Dal 2027 cambia la distribuzione delle risorse per gli asili nido tra i Comuni, tenendo conto della diminuzione dei bambini nella fascia d’età interessata.
- Viene prorogato per il 2027 il contributo fino a 1.500 euro per studente che frequenta alcune classi delle scuole paritarie.
- Per il solo bonus destinato alle scuole paritarie è prevista una spesa complessiva di 20 milioni di euro.
Il capitolo sugli asili nido consente di utilizzare per altre finalità le risorse eccedenti nei Comuni che potranno raggiungere l’obiettivo di copertura del 33 per cento con stanziamenti inferiori a quelli complessivamente previsti, in ragione della progressiva riduzione della popolazione interessata.