Al Parco Archeologico del Colosseo cambia il modello di organizzazione dei lavori: stop ai subappalti e all’edilizia acrobatica. Lo hanno annunciato la Cgil e la Fp Cgil di Roma e del Lazio, spiegando che l’intesa raggiunta con il ministero della Cultura prevede nuove modalità operative per gli interventi nel sito. I lavori riprenderanno martedì 3 novembre.
Il nuovo assetto dopo l’incidente
L’annuncio arriva a poco più di un mese dalla morte di un operaio di 22 anni, precipitato da circa dieci metri mentre installava il nuovo impianto di illuminazione all’interno dell’area archeologica. Dopo l’incidente, i sindacati avevano chiesto la chiusura immediata della zona e avviato il confronto con il ministero sulla sicurezza e sull’organizzazione delle attività.
Secondo Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio, l’accordo consente di superare procedure considerate inadeguate nei lavori all’interno del Parco. Il nuovo impianto dovrebbe quindi essere realizzato senza ricorrere alle modalità di edilizia acrobatica contestate dai sindacati e senza una catena di subappalti. Le organizzazioni dei lavoratori collegano il risultato alla mobilitazione del personale del ministero e alla trattativa avviata dopo la sospensione delle attività.
«Grazie agli accordi sottoscritti con il ministero della Cultura possiamo finalmente dire che al Parco Archeologico cambia radicalmente modo di lavorare».
La richiesta dei sindacati è ora di estendere il confronto oltre il Colosseo. Cgil e Fp Cgil indicano come ambito di intervento tutti i siti archeologici e culturali del territorio, dove, a loro giudizio, restano aperti problemi che riguardano:
- le condizioni operative e i rischi per la sicurezza;
- i turni di lavoro indicati come particolarmente gravosi;
- l’esposizione del personale agli eventi climatici estremi;
- la tutela degli addetti di ministero, aziende collegate, appalti, servizi e manutenzione.
La richiesta di tutele per tutti gli addetti
La vertenza, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali, dovrà tradursi in un cambiamento strutturale e non limitarsi al solo Parco Archeologico del Colosseo. Nel perimetro indicato rientrano sia i dipendenti diretti del ministero sia le persone impiegate dalle aziende collegate e dalle ditte esterne che svolgono attività di appalto, servizio e manutenzione.
Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio sostengono che la continuità dell’apertura dei siti e le esigenze economiche non possano prevalere sulla sicurezza. La ripresa degli interventi al Colosseo è fissata per il 3 novembre, mentre il sindacato chiede che il confronto sulle condizioni di lavoro venga esteso agli altri luoghi della cultura.