La trattativa tra Electrolux e sindacati entra nella fase decisiva. Nell’incontro di giovedì 29 ottobre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono stati affrontati i punti che, secondo la Fiom-Cgil, devono essere risolti prima di passare alla stesura di un’eventuale intesa. Il calendario prevede altri due appuntamenti al Mimit, lunedì 2 e martedì 3 novembre.
Gli esuberi e gli stabilimenti coinvolti
L’azienda ha rivisto a 1.190 il numero degli esuberi complessivi, includendo i 150 lavoratori del sito di Cerreto. La riduzione rispetto alla precedente impostazione ha riguardato soltanto gli operai, mentre restano 600 eccedenze tra gli impiegati. Per la Fiom, la disponibilità mostrata finora dall’azienda non è ancora sufficiente a ridurre le uscite.
- Cerreto: il sindacato chiede il mantenimento degli attuali livelli produttivi fino all’eventuale ingresso di un investitore;
- Porcia: viene chiesto di conservare anche la produzione di lavasciuga;
- Organici: la Fiom propone contratti di espansione o una soglia minima di personale, con precedenza nelle assunzioni agli ex lavoratori temporanei di Electrolux.
Per lo stabilimento di Cerreto, la richiesta sindacale è collegata anche all’utilizzo degli ammortizzatori sociali: la soglia massima dovrebbe essere definita in rapporto all’impegno aziendale sulla produzione. A Porcia, invece, Electrolux ha indicato di essere disponibile a mantenere il 50 per cento della produzione di lavasciuga, contro il 30 per cento prospettato nel precedente incontro. La Fiom chiede un impegno ulteriore sul mantenimento dell’attività.
Le condizioni poste dal sindacato
Una volta affrontati questi nodi, il negoziato dovrebbe concentrarsi sui contenuti di una possibile intesa. Tra le richieste indicate dalla Fiom c’è il ricorso esclusivo al criterio della non opposizione nella gestione delle procedure di mobilità, con l’esclusione formale dei licenziamenti coatti. Il sindacato propone inoltre la rotazione dei lavoratori in cassa integrazione e la definizione degli incentivi all’esodo.
Nel confronto rientra anche la tutela delle persone con ridotte capacità lavorative, per le quali la Fiom chiede il mantenimento di un numero sufficiente di postazioni. La proposta sui contratti di espansione viene presentata come uno strumento per favorire il ricambio professionale; in alternativa, il sindacato chiede che l’azienda si impegni a non scendere sotto una soglia concordata di organico e a sostituire il personale che esce, dando priorità a chi ha già lavorato per Electrolux con contratti temporanei.
Il prossimo passaggio è fissato dunque per il 2 novembre, seguito da un ulteriore incontro il giorno successivo. La Fiom ritiene che quei due appuntamenti serviranno a verificare se esistano le condizioni per arrivare a un accordo e, in quel caso, per esaminare i testi dell’intesa.