Un attacco informatico ha colpito i sistemi di monitoraggio e controllo di alcune celle frigorifere dell’Établissement français du sang (EFS), l’istituto francese che gestisce la raccolta e la distribuzione del sangue. L’incidente ha riguardato apparecchiature installate in tre sedi e ha provocato l’aumento della temperatura nei vani destinati alla conservazione di emoderivati e campioni.
Secondo le informazioni diffuse dall’EFS, le celle normalmente operano a circa -30 gradi, mentre quelle interessate dall’intrusione sono arrivate fino a 110 gradi. L’alterazione è stata ottenuta intervenendo sui sistemi di controllo degli impianti di refrigerazione. Il fornitore dei container utilizzati in alcune regioni sarebbe Coolworld, indicato tra le aziende coinvolte nella gestione delle apparecchiature.
Allarme rilevato dai sistemi dell’istituto
Le strutture interessate conservavano prodotti destinati alla distribuzione sanitaria, tra cui sacche di plasma per le trasfusioni e materiale destinato al frazionamento per il Laboratoire français du fractionnement et des biotechnologies. Nelle celle erano presenti anche campioni destinati alle biobanche. L’EFS ha precisato che l’incidente non ha colpito direttamente i propri sistemi informatici, ma quelli del gestore degli impianti di refrigerazione utilizzati in alcune sedi.
Il rilevamento è avvenuto attraverso i dispositivi interni di sorveglianza e di allarme. Dopo l’individuazione delle anomalie, le apparecchiature sono state messe in sicurezza oppure disattivate. In quest’ultimo caso, i prodotti conservati sono stati trasferiti preventivamente verso altre strutture, così da evitare che la variazione termica compromettesse le scorte.
«I sistemi di monitoraggio e allarme dell’EFS hanno permesso di identificare rapidamente queste anomalie e di attuare le misure necessarie per garantire che nessun campione di sangue o emoderivato venisse compromesso».
L’istituto ha comunicato che non si sono verificati impatti sanitari e che non risultano perdite di emoderivati. La raccolta e la distribuzione del sangue, ha aggiunto l’EFS, proseguono regolarmente al servizio dei pazienti. Le verifiche hanno quindi consentito di mantenere separata l’alterazione dei sistemi tecnici dalla disponibilità dei prodotti destinati all’assistenza.
Che cosa è stato coinvolto
- Tre sedi dell’EFS, con sistemi di supervisione e controllo delle celle frigorifere;
- celle che conservavano plasma per trasfusioni, plasma destinato al frazionamento e campioni biologici;
- apparecchiature portate da circa -30 a 110 gradi, con trasferimento preventivo delle scorte interessate.
L’episodio mostra il ruolo dei sistemi digitali anche in un’infrastruttura fisica essenziale: l’accesso non autorizzato non ha riguardato direttamente le banche dati dell’istituto, ma i dispositivi che regolano la temperatura di conservazione. In questo caso, il monitoraggio automatico e le procedure di sicurezza dell’EFS hanno permesso di individuare rapidamente la modifica dei parametri e di mantenere garantita la continuità delle attività.