Il voto a oltre 400 chilometri dalla Terra
Tra gli elettori delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti ci sono stati anche Anil Menon, Jessica Watkins e Luke Delaney, i tre astronauti statunitensi che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La Iss orbita a più di 400 chilometri dalla Terra, ma la distanza non ha impedito ai membri americani dell’equipaggio di partecipare alla consultazione.
Menon ha spiegato che tutti e tre hanno compilato una scheda digitale, poi trasmessa in sicurezza ai funzionari incaricati di registrare i voti. Per l’astronauta, la procedura consente di esercitare il diritto elettorale anche durante una missione in orbita.
«Potete votare anche dallo spazio!»
Il messaggio è stato pubblicato da Menon su X, insieme alla descrizione della procedura utilizzata dall’equipaggio:
«Tutti e tre i membri americani dell’equipaggio hanno avuto il privilegio di votare dalla stazione spaziale. Abbiamo compilato una scheda elettronica e l’abbiamo inviata in modo sicuro ai funzionari elettorali».
Una scheda elettronica trasmessa dalla Nasa
Il sistema è basato su una comunicazione digitale protetta. Il percorso della scheda comprende diversi passaggi:
- l’astronauta compila il documento elettronico dalla propria cabina sulla Iss;
- la scheda viene inviata attraverso i sistemi di comunicazione della Nasa al centro di controllo della missione di Houston;
- da Houston, il documento raggiunge i funzionari elettorali competenti tramite la Near Space Network, la rete gestita dal Goddard Space Flight Center nel Maryland;
- i sistemi di cifratura limitano l’accesso alla scheda all’astronauta e al funzionario elettorale autorizzato.
Menon ha indicato nella contea di Harris, in Texas, l’ufficio al quale è stata trasmessa la propria scheda. La cabina personale dell’astronauta è stata utilizzata come spazio riservato per la compilazione e l’invio del voto, trasformandosi di fatto nel seggio elettorale della missione.
La procedura introdotta in Texas
Il voto dallo spazio non è una novità per gli astronauti statunitensi. Il meccanismo è stato introdotto nel 1997 sulla base di una legge del Texas, lo Stato in cui risiedono molti astronauti della Nasa anche per la presenza del Johnson Space Center. La norma permette di mantenere la partecipazione elettorale durante le missioni, quando il cittadino si trova temporaneamente fuori dalla Terra.
Anche l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, ha commentato la partecipazione dei tre astronauti. Il voto è stato espresso attraverso un collegamento con la Terra che combina le infrastrutture di comunicazione della stazione, il controllo della missione e i sistemi elettorali locali, mantenendo separato il contenuto della scheda e proteggendone la trasmissione.