Il governo riapre il dossier nella legge di Bilancio
Il governo sta valutando l'introduzione, nella legge di Bilancio, di una misura rivolta ai contribuenti che devono affrontare atti di recupero relativi al Superbonus. L'ipotesi prevede la possibilità di regolare posizioni sanzionabili mediante il versamento di un' imposta sostitutiva, pensata per limitare l'impatto fiscale sui proprietari che hanno ricevuto il beneficio e che si trovano coinvolti in irregolarità procedurali o lavori incompleti.
La riapertura del dossier avviene mentre aumentano, a livello territoriale, le contestazioni dell' Agenzia delle Entrate, in particolare nei condomini: documentazione raccolta da Il Sole 24 Ore segnala una diffusione crescente degli atti di recupero che colpiscono anche chi aveva agito in buona fede.
Cosa prevede l'ipotesi in esame
- introduzione di una tassa sostitutiva parametrata al beneficio indebitamente percepito;
- possibilità di chiudere le pendenze fiscali evitando contenziosi e recuperi ordinari;
- valutazione dell'aliquota della sostitutiva, ancora in fase di definizione, nel quadro delle ristrette coperture finanziarie della manovra.
L'obiettivo dichiarato dal governo è quello di creare una sorta di «scudo» che permetta ai proprietari, in particolare ai condomini e ai cittadini più vulnerabili, di liberarsi dalle responsabilità non intenzionali legate all'uso della maxi agevolazione senza subire una stangata fiscale. La misura riprende alcune proposte già emerse nella fase di conversione del decreto fiscale dei mesi scorsi.
Perché la norma è all'esame del governo
Il provvedimento nasce dall'esigenza di evitare una vasta ondata di recuperi che, oltre a incidere sui conti delle famiglie, potrebbe generare contenziosi numerosi e complesse situazioni amministrative. Secondo quanto riportato, la valutazione tiene conto sia delle scorie sui conti pubblici lasciate dal Superbonus sia del possibile effetto sociale negativo sulle categorie più deboli, già sotto pressione per il caro vita.
Alcuni elementi che influenzano le scelte del governo sono:
- la documentazione e le contestazioni dell'Agenzia delle Entrate a livello territoriale, specie nei condomini;
- le limitate risorse disponibili nella manovra, che rendono delicata la quantificazione dell'aliquota sostitutiva;
- la volontà di ridurre contenziosi e recuperi attraverso uno strumento che consenta il ravvedimento in forma agevolata.
La misura è ancora in fase di studio e le decisioni finali dipenderanno dall'esito delle valutazioni sul profilo finanziario e sulle modalità operative per l'accesso al beneficio sostitutivo.