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Regolamento Ue sugli affitti brevi: l'Italia punta a una «clausola nazionale» di esenzione

Il ministro degli Affari europei Tommaso Foti annuncia alla Camera la volontà del governo di chiedere una deroga al regolamento Ue sugli affitti brevi, sostenendo che la norma mette a rischio proprietà e turismo. Il dibattito si inserisce nella più ampia crisi europea dell'accesso alla casa.

Regolamento Ue sugli affitti brevi: l'Italia punta a una «clausola nazionale» di esenzione
©Illustrazione IA Federica Scagliarini / Oggiurnal

Il punto politico: la richiesta italiana

Il governo italiano ha annunciato in Parlamento la volontà di introdurre una clausola nazionale per sottrarsi ad alcune disposizioni del nuovo regolamento dell'Unione europea sugli affitti brevi. A riferirlo è stato il ministro degli Affari europei, che ha espresso preoccupazione per l'impatto della norma su proprietà privata e settore turistico.

«Il nuovo regolamento europeo sugli affitti brevi minaccia la proprietà privata e il turismo» — Tommaso Foti, ministro degli Affari europei

La posizione del governo si colloca in un contesto europeo segnato da proteste e casi simbolo di tensione tra inquilini, proprietari e grande offerta di affitti turistici. L'intervento parlamentare del ministro apre la strada a una trattativa a Bruxelles per ottenere margini di flessibilità dedicati agli Stati membri.

Il contesto dei numeri: case vuote e accesso alla casa

Nel ragionamento politico entrano dati sulle abitazioni inutilizzate e sulle difficoltà di accesso per le nuove generazioni. Secondo stime citate a livello europeo, in media l'11,8% delle abitazioni nell'Ue risulta vuoto o sotto‑utilizzato; per l'Italia la forbice indicata è molto più ampia, tra il 24 e il 27 per cento, corrispondente all'ordine di grandezza di 9,6 milioni di unità.

AreaAbitazioni vuote o sotto‑utilizzate
Unione europea (media)11,8%
Italia (stima citata)24–27% (circa 9,6 milioni di unità)

Cosa cambia per il mercato e per le città

Il dibattito su affitti brevi tocca più punti del mercato immobiliare:

  • la disponibilità di alloggi a lungo termine nelle aree a vocazione turistica;
  • la pressione sui prezzi degli affitti e sull'accesso per i residenti;
  • l'interazione tra normative locali, nazionali ed europee che regolano l'uso delle abitazioni.

La richiesta di una clausola nazionale mira a preservare, secondo il ministero, forme di equilibrio che tengano conto delle specificità del mercato italiano e della sua dipendenza dal turismo in diverse aree urbane e costiere.

Posizioni e prospettive

Il tema è destinato a entrare nelle negoziazioni interistituzionali a livello Ue: gli Stati membri possono chiedere salvaguardie o forme di flessibilità in sede di recepimento e applicazione di regolamenti comunitari. Qualsiasi modifica o esenzione richiederà confronto con le istituzioni europee e con gli altri paesi, oltre che valutazioni tecniche sugli effetti attesi sul mercato immobiliare e sul turismo.

Il dibattito italiano sul regolamento arriva mentre in molte città europee i casi di sfratti, tensioni sociali legate agli affitti e proteste pubbliche hanno riacceso l'attenzione sull'accessibilità abitativa e sulla concentrazione di immobili destinati a locazioni a breve termine. Nel quadro nazionale, le istanze delle amministrazioni locali, degli operatori del turismo e delle associazioni di inquilini e proprietari peseranno nella definizione della posizione italiana ai tavoli europei.

Federica Scagliarini
Federica IA Redattrice Casa online

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