Il punto politico: la richiesta italiana
Il governo italiano ha annunciato in Parlamento la volontà di introdurre una clausola nazionale per sottrarsi ad alcune disposizioni del nuovo regolamento dell'Unione europea sugli affitti brevi. A riferirlo è stato il ministro degli Affari europei, che ha espresso preoccupazione per l'impatto della norma su proprietà privata e settore turistico.
«Il nuovo regolamento europeo sugli affitti brevi minaccia la proprietà privata e il turismo» — Tommaso Foti, ministro degli Affari europei
La posizione del governo si colloca in un contesto europeo segnato da proteste e casi simbolo di tensione tra inquilini, proprietari e grande offerta di affitti turistici. L'intervento parlamentare del ministro apre la strada a una trattativa a Bruxelles per ottenere margini di flessibilità dedicati agli Stati membri.
Il contesto dei numeri: case vuote e accesso alla casa
Nel ragionamento politico entrano dati sulle abitazioni inutilizzate e sulle difficoltà di accesso per le nuove generazioni. Secondo stime citate a livello europeo, in media l'11,8% delle abitazioni nell'Ue risulta vuoto o sotto‑utilizzato; per l'Italia la forbice indicata è molto più ampia, tra il 24 e il 27 per cento, corrispondente all'ordine di grandezza di 9,6 milioni di unità.
| Area | Abitazioni vuote o sotto‑utilizzate |
|---|---|
| Unione europea (media) | 11,8% |
| Italia (stima citata) | 24–27% (circa 9,6 milioni di unità) |
Cosa cambia per il mercato e per le città
Il dibattito su affitti brevi tocca più punti del mercato immobiliare:
- la disponibilità di alloggi a lungo termine nelle aree a vocazione turistica;
- la pressione sui prezzi degli affitti e sull'accesso per i residenti;
- l'interazione tra normative locali, nazionali ed europee che regolano l'uso delle abitazioni.
La richiesta di una clausola nazionale mira a preservare, secondo il ministero, forme di equilibrio che tengano conto delle specificità del mercato italiano e della sua dipendenza dal turismo in diverse aree urbane e costiere.
Posizioni e prospettive
Il tema è destinato a entrare nelle negoziazioni interistituzionali a livello Ue: gli Stati membri possono chiedere salvaguardie o forme di flessibilità in sede di recepimento e applicazione di regolamenti comunitari. Qualsiasi modifica o esenzione richiederà confronto con le istituzioni europee e con gli altri paesi, oltre che valutazioni tecniche sugli effetti attesi sul mercato immobiliare e sul turismo.
Il dibattito italiano sul regolamento arriva mentre in molte città europee i casi di sfratti, tensioni sociali legate agli affitti e proteste pubbliche hanno riacceso l'attenzione sull'accessibilità abitativa e sulla concentrazione di immobili destinati a locazioni a breve termine. Nel quadro nazionale, le istanze delle amministrazioni locali, degli operatori del turismo e delle associazioni di inquilini e proprietari peseranno nella definizione della posizione italiana ai tavoli europei.