Crediti fiscali per oltre 37 milioni di euro sono stati sequestrati nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sui lavori finanziati con il Superbonus 110% in edifici ritenuti completamente abusivi. Il provvedimento è stato disposto dal gip e riguarda interventi realizzati a Castel Volturno, nel Casertano, nella zona di Villaggio Coppola. Le ipotesi investigative coinvolgono quasi quindici fabbricati, compreso un ex albergo di otto piani con 104 appartamenti.
Il sequestro e le società coinvolte
La misura cautelare patrimoniale riguarda due società. Per Edil Tekno Consulting Group Spa sono stati indicati circa 30 milioni di euro, mentre per Costruttori Normanni Scarl la somma supera i 7 milioni. Il valore complessivo dei crediti fiscali ritenuti illecitamente prodotti supera quindi i 37 milioni di euro. Il sequestro interessa denaro e beni nella disponibilità delle società, secondo quanto disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura.
Nell’indagine risultano undici persone indagate. Tra loro figurano imprenditori attivi nel settore del cemento e un tecnico asseveratore, già ex assessore comunale ad Aversa. Le contestazioni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, riguardano a vario titolo la presunta truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e la falsità nella documentazione utilizzata per accedere alle agevolazioni. Gli indagati restano tali nella fase delle indagini e la misura cautelare non equivale a una dichiarazione di responsabilità.
Le verifiche sulle autorizzazioni edilizie
Al centro degli accertamenti ci sono le pratiche presentate per ottenere i benefici del Superbonus 110%. La Procura ipotizza che siano state utilizzate copie di licenze edilizie risalenti al 1964, mentre gli originali non sarebbero stati trovati negli archivi del Comune di Castel Volturno. Gli investigatori contestano inoltre la regolarità urbanistica degli immobili e delle attestazioni tecniche collegate ai lavori.
Un ulteriore elemento dell’inchiesta riguarda le immagini aeree storiche. Dalle fotografie risalenti agli anni Sessanta sarebbe emerso che i palazzi non erano ancora completati nel 1967. Quell’anno costituisce, per la disciplina richiamata dagli investigatori, uno spartiacque rispetto alla possibilità di riconoscere le agevolazioni agli edifici totalmente abusivi. La ricostruzione dovrà essere verificata nel procedimento giudiziario, insieme alla validità delle licenze e delle asseverazioni prodotte.
Palazzo Marina e il precedente sequestro
Tra gli edifici interessati figura Palazzo Marina, struttura affacciata sul lungomare e descritta dagli inquirenti come uno dei simboli dell’abusivismo edilizio del litorale. Il fabbricato era già stato sottoposto a sequestro nell’aprile 2025, nell’ambito di un procedimento per l’ipotesi di lottizzazione abusiva. Gli approfondimenti della Guardia di finanza e dei Carabinieri hanno poi esteso l’attenzione ad altri palazzi del complesso di Villaggio Coppola.
- oltre 37 milioni di euro: il valore dei crediti e dei beni sottoposti a sequestro;
- due società: quelle alle quali sono riconducibili le somme contestate;
- undici indagati: il numero delle persone coinvolte nell’inchiesta;
- quasi quindici fabbricati: gli immobili esaminati dagli investigatori.
Villaggio Coppola è una frazione costruita tra gli anni Sessanta e Settanta e da tempo al centro di procedimenti sull’abusivismo edilizio. Nell’ambito delle vicende urbanistiche dell’area, negli anni passati erano state abbattute anche le Torri di Villaggio Coppola. L’attuale indagine esamina invece la produzione e l’utilizzo dei crediti fiscali collegati ai lavori eseguiti sugli edifici, con accertamenti affidati alla Guardia di finanza e ai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere.