Una stretta sui mutui che riduce la capacità d'acquisto
Il mercato dei mutui in Italia sta registrando un aumento dei costi di finanziamento che si traduce in una minore capacità di accesso alla casa per le famiglie. L'indicatore Eurirs a 20 anni è arrivato al 3,75% il 1° ottobre, e gli analisti segnalano che è verosimile attendersi mutui a tasso fisso con un tasso effettivo almeno intorno al 4%. La valutazione emerge dall'analisi pubblicata da Idealista e ripresa da più osservatori del settore.
Il meccanismo è semplice: a parità di rata mensile e di reddito, un aumento del tasso riduce l'importo che la banca è disposta a finanziare. Il Corriere della Sera ha riportato un esempio che rende l'idea: con una rata di 1.000 euro al mese per 30 anni, a un tasso del 3% si può ottenere un mutuo di circa 273.000 euro; al 4% quella stessa rata scende a circa 210.000 euro, una differenza di circa 63.000 euro.
Effetti attesi sul mercato immobiliare
L'aumento dei tassi incide su più fronti del mercato residenziale. L'analisi di Idealista evidenzia i seguenti punti principali:
- Riduzione delle erogazioni: le banche concedono finanziamenti inferiori a parità di reddito e garanzie;
- Calo delle compravendite: a distanza di mesi dal calo dei mutui si osserva generalmente una contrazione nelle vendite delle prime case;
- Effetti sugli affitti: una minore domanda di acquisto può esercitare pressioni sul mercato degli affitti, con dinamiche differenziate per aree e segmenti.
Per i potenziali acquirenti la scelta tra tasso fisso e variabile resta cruciale. Il tasso variabile è legato all'Euribor, che negli ultimi tempi ha mostrato una lieve discesa; tuttavia le future decisioni della Bce potrebbero riaccendere la pressione sui tassi se l'inflazione non dovesse avvicinarsi al target del 2%.
Il quadro macro e le prospettive
Nel contesto europeo la Bce mantiene la sua politica in funzione dell'andamento dell'inflazione: l'analisi citata osserva che l'inflazione viaggia a un ritmo superiore al target, circostanza che giustifica l'attenzione sui tassi di riferimento. Questa condizione comporta incertezza sulla possibilità di un'inversione di tendenza nei prossimi mesi, e gli esperti ritengono improbabile un rapido ritorno a tassi più bassi nel breve termine.
Cosa cambia per chi cerca casa
Il passaggio verso tassi fissi intorno al 4% significa per molte famiglie dover rivedere piani di acquisto e la sostenibilità dell'operazione. Le banche, nel valutare le richieste di mutuo, considerano la capacità di rimborso alla luce dei tassi correnti; quindi molti mutuatari potrebbero ottenere importi inferiori rispetto a pochi mesi fa o dover aumentare l'anticipo.
Esempio ripreso dal Corriere della Sera; dati Eurirs su rilevazione del 1° ottobre.