Risultati di fase 3 presentati all'Esmo: meno recidive e meno metastasi
Un vaccino terapeutico personalizzato a mRna ha mostrato per la prima volta benefici significativi in uno studio clinico di fase 3 sul melanoma. I risultati dello studio internazionale INTerpath‑001 sono stati presentati in sessione plenaria al congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) a Madrid e riguardano 1.137 pazienti con melanoma cutaneo in stadio IIB‑IV completamente asportato ma ad alto rischio di recidiva.
La combinazione del vaccino autogene intismeran, costruito su misura per ciascun paziente, con l'immunoterapia a base di pembrolizumab ha ridotto il rischio relativo di recidiva del 42 per cento e il rischio di sviluppare metastasi a distanza del 38 per cento rispetto alla sola immunoterapia, con follow‑up mediano di circa 24 mesi.
«Per la prima volta un vaccino terapeutico personalizzato ha dimostrato la sua efficacia in uno studio di fase 3» — Michele Del Vecchio, responsabile della Oncologia Medica Melanomi, Fondazione Irccs Istituto Nazionale Tumori di Milano.
Lo studio ha arruolato pazienti operati radicalmente, selezionati perché ad alto rischio di recidiva per caratteristiche istologiche, coinvolgimento linfonodale o singole metastasi a distanza. In molti centri italiani, in particolare all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, l'Italia è stata il Paese che ha reclutato il maggior numero di partecipanti.
Come è stato condotto lo studio
INTerpath‑001 è un trial randomizzato, in doppio cieco, che ha confrontato pembrolizumab più il vaccino personalizzato con pembrolizumab più placebo in pazienti senza terapie precedenti e sottoposti a resezione chirurgica radicale. Il vaccino viene sviluppato a partire dall'analisi molecolare del campione tumorale di ciascun paziente per individuare neoantigeni specifici e stimolare una risposta immunitaria mirata.
- Numero di pazienti: 1.137 coinvolti nello studio internazionale;
- Riduzione del rischio di recidiva: 42% (rischio relativo a due anni);
- Riduzione del rischio di metastasi a distanza: 38% a due anni.
Secondo i commenti dei ricercatori coinvolti, il risultato rappresenta un importante progresso per i vaccini terapeutici neoantigenici: l'approccio «sartoriale» mira a riprogrammare il sistema immunitario per riconoscere l'impronta molecolare unica del tumore di ciascun paziente.
I dati sono stati presentati in un congresso internazionale di oncologia e sono indicati come prossimi alla pubblicazione su una rivista scientifica di rilievo. In Italia il melanoma conta quasi 13.000 nuove diagnosi ogni anno, e i risultati dello studio possono avere ricadute sul percorso terapeutico dei pazienti ad alto rischio dopo l'intervento chirurgico.
Il trial ha richiesto la collaborazione di oncologi, chirurghi, anatomopatologi, biologi molecolari e farmacisti, dato che la produzione di vaccini personalizzati richiede l'analisi genetica dei campioni tumorali e una logistica complessa per la preparazione delle dosi.